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Esito primarie, Callipo: «Orgogliosi del risultato, un'altra Calabria è possibile»

Esito primarie, Callipo: «Orgogliosi del risultato, un'altra Calabria è possibile»
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Dichiarazione di Gianluca Callipo:

«Al di là dell'esito finale, le primarie hanno dimostrato che un'altra Calabria è possibile. Oltre 52mila calabresi, cioè il 42 per cento di chi è andato a votare, hanno dato voce e consistenza politica al cambiamento. Un dato che mi rende particolarmente orgoglioso, merito di una straordinaria mobilitazione che ha coinvolto migliaia di persone, alle quali rinnovo il mio grazie. Ora l'obiettivo primario è battere uniti il centrodestra e portare il Pd alla guida della Regione, ma la nostra identità riformatrice non può essere scalfita dal risultato finale delle primarie. Il centrosinistra ha il suo candidato, ma questo non muta di una virgola la nostra convinzione che la Calabria abbia bisogno di un cambiamento radicale del vecchio sistema di potere che l'ha condotta sin qua. Dobbiamo essere noi a vigilare affinché ci sia rinnovamento. Devono essere i 52mila calabresi che hanno votato per il progetto innescato a livello nazionale da Renzi a farsi garanti di un percorso di cambiamento che rappresenta la strada obbligata. A meno che non si voglia riconsegnare la Regione al centrodestra.
Infine, voglio tornare sua una questione che mi sta particolarmente a cuore. Nei resoconti delle primarie, continuo a leggere sulla stampa che la mia candidatura sarebbe stata appoggiata da esponenti politici del centrodestra. Ho più volte smentito in maniera categorica questa presunta notizia, assolutamente priva di fondamento e ormai diventata una sorta di luogo comune giornalistico. Eppure non ci vuole grande sforzo per capire che se fossi stato davvero appoggiato dal centrodestra non avrei avuto problemi a incassare la vittoria. Ma che vittoria sarebbe stata? Non ho mai neppure per un attimo pensato di barattare l'obiettivo di rinnovamento che mi ha spinto ad accettare la candidatura alle primarie con un accordo sottobanco con chi ha condiviso con Scopelliti le responsabilità dello sfascio calabrese».