Direttore: Aldo Varano    

GIOIOSA I. (RC). Partita l'operazione pulizia tombini e caditoie

GIOIOSA I. (RC). Partita l'operazione pulizia tombini e caditoie
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La prima iniziativa da intraprendere per mitigare il rischio causato da eventuali ingenti piogge è quello della prevenzione. Partendo da questo presupposto l’Amministrazione comunale ha avviato una energica iniziativa finalizzata alla pulizia di pozzetti, tombini, caditoie stradali. Probabilmente questo tipo di interventi non era stato effettuato per moltissimi anni, ragion per cui la situazione che ci si è trovati di fronte è stata alquanto critica. Decine di pozzetti, tombini e caditoie sono risultati completamente ostruiti e quindi impediti nella loro funzione di raccolta delle acque piovane. Detriti di ogni genere hanno, nel corso degli anni, creato tappi con la conseguenza che le arterie cittadine diventavano dei veri e propri corsi d’acqua ad ogni minima pioggia.
L’azione di prevenzione del dissesto idrogeologico messa in atto dall’Amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Fuda non si è conclusa qui. Partendo dalla constatazione che siamo in presenza, purtroppo, di un territorio fragile, vulnerabile, notevolmente esposto a frane, smottamenti, esondazioni dei corsi d’acqua si è intervenuti sulla pulizia di valloni che rappresentavano, in termini di rischio, delle vere e proprie bombe ad orologeria.
Si rende assolutamente necessario continuare su questo percorso, intervenendo nella bonifica di micro discariche, pulizia ed asportazione di folta vegetazione presente nei corsi d’acqua principali, vale a dire il torrente Gallizzi ed il suo affluente Garingiolo-Cafia. La gestione di queste aste fluviali appartiene al demanio idrico, gestito dalla Provincia di Reggio Calabria. In tal senso numerose sono state le richieste, effettuate con il nostro Ufficio Tecnico di intervento diretto o di finanziamento al Comune. Ci si augura che l’Ente sovracomunale sappia dare risposte celeri, soddisfacenti e risolutive.
La manutenzione del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico rappresenta la più grande opera pubblica che si possa realizzare in una terra così esposta come la Calabria, definita oltre cento anni fa “sfasciume pendulo tra due mari” dal grande meridionalista Giustino Fortunato. Occorrono, a tale scopo, una seria programmazione e risorse economiche ed umane. Gli Enti Locli non possono essere lasciati da soli ad affrontare le enormi situazioni di rischio presenti sul territorio.