''La Calabria è una terra di Santi. La 'ndrangheta è una minoranza. E la canonizzazione domani di un nuovo beato calabrese è una bella presentazione per la nostra regione, in un momento in cui siamo spesso agli onori della cronaca per fatti che non ci fanno onore''. A sottolinearlo è il vescovo di Cosenza-Bisignano monsignor Salvatore Nunnari, alla vigilia della canonizzazione di Frate Nicola Saggio, di Longobardi, domani a San Pietro.
''Alle 10 Papa Francesco celebrerà la messa con i vescovi delle diocesi di provenienza dei beati che durante la celebrazione saranno proclamati santi - spiega mons. Nunnari all'Adnkronos - Poi saranno presentate le reliquie esposte sul sagrato, e lunedì ci sarà a messa solenne di ringraziamento. Noi calabresi andremo a San Paolo fuori le mura''.
''In particolare Cosenza ha tante cause avviate - ricorda il vescovo - tra le quali una particolarissima, di una ragazza di 16 anni, Arcangela Filippelli, anche lei di Longobardi, che nel 1860 ha avuto il martirio per essersi opposta allo stupro''. Monsignor Nunnari fa poi notare una caratteristica che accomuna i santi calabresi: ''a partire da San Francesco di Paola sono figli di contadini. L'occhio di Dio cade sugli umili, nel rispetto della nostra terra che ha una tradizione agricola. Abbiamo santi protettori e modelli di vita. Anche il beato Saggio che domani sarà santo ha svolto sempre un servizio di carità per i poveri, ed è sempre stato ascoltato dal Papa''.