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VIBO. Boss ai domiciliari chattava su Fb, arrestato

VIBO. Boss ai domiciliari chattava su Fb, arrestato
Chattava su facebook dagli arresti domiciliari, nonostante la misura detentiva comportasse il divieto di utilizzare qualsiasi tipo di mezzo di comunicazione, ivi compresi quelli telematici. Tutto cio' ha indotto il gip del Tribunale di Vibo Valentia ad aggravare la misura nei confronti di Raffaele Fiumara, 61 anni, detto "Lello", ritenuto elemento di spicco del clan "Anello-Fiumara" di Francavilla Angitola, a cui stamane i carabinieri hanno notificato l'ordinanza del giudice trasferendolo in carcere.
 
Fiumara, secondo quanto documentato dai carabinieri, sarebbe stato solito frequentare il social network Facebook ove lasciava messaggi ad amici e conoscenti intrattenendosi a chattare con loro. L'uomo era stato arrestato nell'ottobre 2013 nell'operazione antimafia "Never Ending" con l'accusa di aver minacciato con metodo mafioso, unitamente al boss Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni", gli imprenditori ittici di Vibo Marina, Vincenzo e Giampiero Ceravolo al fine di costringerli a ritrattare le accuse mosse contro Mancuso nel processo nato dall'operazione antimafia "Breccia". Successivamente Fiumara, gia' sotto processo, aveva lasciato il carcere per i "domiciliari". L'uomo ha scontato 15 anni di carcere poiche' coinvolto negli anni '80 nella storica operazione "Pizza connection 2" che aveva permesso agli investigatori italiani ed all'Fbi di stroncare un enorme traffico di droga fra Calabria, Sicilia e gli Usa, con oltre 100 arresti.