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TORINO. Al processo Musy chiede di parlare Furchì

TORINO. Al processo Musy chiede di parlare Furchì

"Io posso guardare tutti negli occhi e per prima la moglie di Musy, per la quale mi dispiace molto. Non ho ucciso suo marito". Il processo in Corte d'Assise sta per terminare e Francesco Furchi', a sorpresa, prende la parola per respingere l'accusa di essere il misterioso 'uomo con il casco' che la mattina del 21 marzo 2012 sparò al consigliere comunale torinese Alberto Musy.

Un'autodifesa accorata, mentre a pochi metri la vedova, Angelica Corporandi D'Auvare, ascolta in silenzio. Una dichiarazione articolata punto per punto, tesa soprattutto a smontare i moventi (il rancore, il desiderio di vendetta per il gelo con cui l'uomo politico accoglieva i suoi progetti e le sue richieste di appoggio) individuati dal pm Roberto Furlan e dagli investigatori della polizia. Non è mancato l'invito a "cercare il vero colpevole", che e' "ancora in giro". E' mancata invece una spiegazione sui suoi spostamenti di quelle ore del 21 marzo.

"Credo - ha detto - che il pm Furlan mi voglia cucire addosso l'abito del killer, ma senza ago e senza filo. Voi non potete condannare una persona innocente. Avro' i miei difetti ma non ho mai sparato ne' a Musy ne' a nessun altro. Non sono mai riuscito a maneggiare un'arma, nemmeno quando facevo il militare. Io, caro dottor Furlan, ci penso molte volte, di notte, nel carcere dove sono rinchiuso da 22 mesi per un fatto che non ho commesso. Questa cosa non e' in me. E non avevo motivi per volere la morte di Musy". Prima di Furchi' e' stata ascoltata l'ultima testimone del processo, Maria Cefali', moglie di un amico dell'imputato. Alla donna e' stato chiesto conto delle frasi che appaiono nelle conversazioni con il marito, Felice Filippis, intercettate dagli inquirenti: "Mari', se parlo io lui cent'anni si piglia". "Secondo me la pistola lui se ne e' liberato subito, la pistola deve essere in Calabria da chi lo ha mandato ad ammazzare quello".

La Cefali' ha negato tutto ("cose che ho sentito alla tv") scatenando persino l'ironia del presidente della Corte, Pietro Capello: "E' veramente grandioso".

L'avvocato di parte civile, Gian Paolo Zancan, ha annunciato che denuncerà la donna per falsa testimonianza. La sentenza e' prevista per il 28 gennaio. Ma prima, il 9 dicembre, ci sara' la requisitoria del pm Furlan. Il quale potrebbe chiedere il massimo della pena: l'ergastolo.