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LOCRIDE. Franco Crinò sul voto regionale

LOCRIDE. Franco Crinò sul voto regionale

(REP)

Nei suoi scritti sulla Costituzione degli Ateniesi, Aristotele (che considerava gli uomini “animali politici per natura”) non nascondeva le sue simpatie. Tanto che, ad un certo punto, lo troviamo impegnato nella difesa del politico Teramene (che gli avversari definivano il “coturno”, cioè la scarpa che si adatta perfettamente ad entrambi i piedi). Aristotele, contro le accuse di opportunismo mosse a Teramene, risponde cercando di dimostrare “l’inconsistenza delle contrapposizioni partitiche”.

Anche oggi, dopo circa 2400 anni, c’è chi, senza alcun tipo di affanno, vuol farci pensare le stesse cose. Ma proviamo a capire cosa sta succedendo, considerando, ad esempio, il “modus operandi” di alcuni dei rappresentanti più diretti del nostro territorio. Pochi mesi fa, infatti, più di dieci sindaci della Locride sostenevano la nascita del NCD, che (come si evince pure dal nome del partito) doveva rappresentare una nuova azione politica nell’ambito della destra italiana. E’ capitato, invece, che il partito guardasse più verso una nuova sinistra che a un nuova destra. Ovviamente, chi non ha condiviso l’orizzonte politico intravisto da Alfano è rientrato a destra, quasi per una naturale conseguenza. Nel frattempo, nessuna notizia dei sindaci che si schieravano apertamente con il NCD.

Pochi giorni prima delle elezioni, tuttavia, qualcosa è cambiato. La cosa insolita, però, è che i primi cittadini non hanno comunicato alcun tipo di ripensamento (per alcuni, probabilmente, frutto di una regolare deduzione politica) e non è stata diramata nessuna valutazione a riguardo. Io credo che ogni scelta vada spiegata, nel rispetto del ruolo che ognuno rappresenta.

Certamente l’aria tirava a favore di Oliverio e molti hanno pensato bene di costruirsi una sorta di copertura. Quasi tutti questi sindaci, difatti, hanno deciso di votare per lo schieramento di centro-sinistra ma (attenzione!) la loro preferenza non è andata ad un candidato della Locride. Sottolineo quest’ulteriore passaggio perché l’Associazione dei Sindaci della Locride aveva scritto vari documenti dove si chiedeva più tutela per il nostro territorio e un’opportuna rappresentanza.

Per quanto mi riguarda la penso in modo diverso. L’ho già detto sia prima che dopo il voto. L’ho affermato finanche in conferenza stampa, giorno 11 novembre, a Siderno: “dire che non c’è nessuno della Locride non dovrebbe impedire agli eletti di occuparsi del nostro territorio”. Sono convinto di questo. Inutile ribadire che io mi sarei impegnato in egual misura per il miglioramento di tutta la provincia. Non si può avere una visione spezzettata dei problemi, uno sguardo selettivo che ci indica quale territorio curare e quale no. Non ha senso. Era importante, invece, per i sindaci, avere un punto di riferimento in loco (o almeno così dicevano). Ciò nonostante hanno scelto ancora dei reggini. Va bene tutto ma, in futuro, potrebbero pure evitare le facili lamentele contro la politica, anche contro quella del centro-sinistra (che hanno votato). Nessun Aristotele, questa volta, li difenderà.

FRANCO CRINò