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MEDITERRANEA. Tutti in piedi per Villa Touma, opera prima di Suha Arraf

MEDITERRANEA. Tutti in piedi per Villa Touma, opera prima di Suha Arraf

(rep)

Reggio Calabria. Tutti in piedi al Mediterranean Experiences Festival, ad applaudire “Villa Touma” opera prima di Suha Arraf. Nel momento più profondo della crisi, i media mainstream con i miti di machismo e di esibizione di corpi femminili, di azioni rapide e violenti fine a se stesse mostra i suoi limiti. I ragazzi scelgono i valori, il peso dell’interpretazione, temi profondi e sconvolgenti nell’intimo. E dicono di no alla televisione del gossip, delle passerelle e dei talk show. “Vogliamo storie raccontate, attori che lavorano sui personaggi, Villa Touma è bellissimo”, ha detto Ilaria, una delle giurate. Ambientazione, costumi, interpretazione impeccabili, con dietro tanto lavoro teatrale.

E dunque due licei interi ad applaudire Nicholas Jacobs e la bellissima Maria Zreick, i protagonisti del film di Suha Arraf, la sceneggiatrice di due stupendi film amatissimi dal pubblico e dalla critica, “La sposa siriana” e “Il giardino dei limoni”. Un mondo lontano dal nostro panorama cinematografico odierno, eppure Nichela Jacoibs ha detto “Tutto il cinema mondiale continua ad essere debitore del neorealismo italiano e anche il nostro cinema palestinese è figlio del cinema italiano”.

Un film palestinese finanziato dall’Israelian Film Fuind, come sottolinea, Suha Arraf, "c'è una ragione per cui ho fatto questo film. I palestinesi che si vedono al cinema sono vittime oppure eroi, non sono persone come tutti, con i loro lati buoni o cattivi. Con Villa Touma voglio raccontare i palestinesi solo come esseri umani". Suha Arraf lascia sempre con il fiato sospeso per il coraggio delle sue scelte, per la poesia delle sue scritture. Un film palestinese che racconta una storia mediterranea, classica, elegante, intimista, ma che ricorda i salotti delle case del Sud Italia degli anni Cinqanta.

Tre sorelle palestinesi cristiane, vivono in una villa di Ramallah, la “piccola Parigi”, che conserva i segni di un stile di vita alto nel quale si sono chiuse, ciascuna con i suoi segreti, restando fuori dalla realtà. Se c’è una poetessa che raccoglie il cuore degli studenti e l’anima della gente è Suha Arraf. “Meraviglioso, una storia drammatica che ti entra nello stomaco e nel cuore nel cervello e negli occhi”, ha detto Luigi Votano, 17 anni, uno dei cinque studenti giurati del festival e ha continuato, “vedevo le ragazze intorno a me, tutte adolescenti, in silenzio, soffrire e gioire. Si stringevano le mani con gli occhi fissi sullo schermo. Mai vista un cosa simile”.

Maria Zreick, intimidita e sorridente, bellissima con occhi profondi e uno sguardo sincero e penetrante, è rimasta quasi spaventata dal lungo applauso e dalla marea di studenti che improvvisamente a fine proiezione le chiedevano un autografo. Un film del Mediterraneo e gli studenti l’hanno sentito come una storia loro, una storia vera, una storia che li ha travolti. Maria dopo “Villa Touma” continua  a lavorare al cinema  e in televisione, ma ha conservato la grazia di un straordinaria attrice di teatro, che da undici anni interpreta con passione ruoli e personaggi, con il cuore e con l’anima, una grande artista, In effetti le ragazze hanno adorato questo film di donne, “coraggiose fino in fondo”, ha detto l’altra giurata Giulia, 16 anni, “vorrei essere come loro”. E poi Nicholas Jacobs, un attore giobane ma già maturo ricco di sfumature intense, che ha raccontato ai ragazzi un film delicato e drammatico. “L’abbiamo riconosciuto è bravissimo”, ha detto Fabrizio Meneghini, un altro giurato, “è stata un’emozione fortissima, dopo la proiezione di un film così intenso, parlare con un attore così bravo e così simile a noi ragazzi”.