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CZ. Il S. Anna introduce “CT 750 HD”, frontiera più avanzata dell'imaging cardiaco

CZ. Il S. Anna introduce “CT 750 HD”, frontiera più avanzata dell'imaging cardiaco
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Si chiama “CT 750 HD”, è prodotta dall’americana “GE” e costituisce la frontiera più avanza dell’imaging cardiaco. Attiva in Italia in una decina di esemplari, essa presenta molteplici vantaggi per il lavoro dei medici e, di conseguenza, per la salute dei pazienti. << La macchina – spiega Francesco Storino, responsabile della Radiologia al S. Anna – è in grado di sincronizzarsi al battito cardiaco nella fase di diastole, il momento di rilassamento del cuore dopo la contrazione a coronaria perfusa. La vera novità è il sistema GSI, che grazie al “dual source” isola completamente il liquido di contrasto dalle eventuali calcificazioni presenti nelle arterie. Un salto enorme, dal punto di vista dell’avanzamento tecnologico. Nello studio angiografico, infatti, quando un’arteria è completamente calcifica è difficile stabilire con esattezza il suo grado di restringimento proprio a causa della presenza di calcio. Con questa nuova tecnica, invece, la reale riduzione di calibro e quindi la stenosi è perfettamente inquadrabile al fine di decidere come intervenire sul paziente. La novità è di tale portata che le potenzialità della CT 750 sono tutt’ora oggetto di analisi da parte della comunità medica e della stessa GE. Basti pensare che uno studio sulle carotidi, effettuato di recente al S. Anna, è stato presentato al “RSNA”, il congresso dei radiologi americani. Nel valutare un paziente ci siamo trovati di fronte a delle calcificazioni sul bulbo carotideo che non permettevano di misurare il grado di stenosi. Grazie alla CT 750, con una perfusione filiforme abbiamo escluso la completa occlusione dell’arteria carotide interna, ottenendo così un’informazione importantissima perché se un’arteria è completamente occlusa non si procede all’intervento ma in caso contrario il paziente è operabile >>.
Per Bindo Missiroli, direttore dell’Emodinamica al S.Anna, “l’avvento della CT 750 HD potenzia il lavoro di squadra all’interno dell’ospedale”, aprendo ulteriori spazi all’imaging radiologico. << Basti pensare alla Tavi, l’impianto di valvola aortica transcatetere – spiega. Con questa nuova apparecchiatura, riusciamo ora ad avere misurazioni esatte dell’anello virtuale valvolare, che sono indispensabili per effettuare la procedura. Informazioni di cui possiamo disporre prima dell’intervento ed è questo a fare la differenza rispetto a quando avevamo meno certezze pre procedurali. I nostri protocolli interni ci davano informazioni con una buona approssimazione ma poi dovevamo verificarle in sala, anche grazie all’esperienza accumulata negli anni. Ora, invece, possiamo disporre sin da subito di tutti gli elementi necessari ad effettuare la procedura, con maggiori certezze e minore tempo nell’esecuzione. Ma c’è di più – continua Missiroli: questa apparecchiatura ci consente di verificare in maniera non invasiva i risultati di un’angioplastica o di un by-pass ed infine, grazie alla minore somministrazione di liquido di contrasto, possiamo ricostruire l’intero sistema vascolare corporeo anche in pazienti che prima erano esclusi da questo tipo di esame perché anziani, spesso diabetici o con una ridotta funzione renale >>.