Direttore: Aldo Varano    

RC. Francesco Politanò (UILFPL) su sanità

RC. Francesco Politanò (UILFPL) su sanità
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Eravamo e siamo convinti che il Sindacato, anche per il ruolo di concertazione sociale cui è deputato, fosse di sprone affinché le “storture” denunciate venissero alla luce e fossero apportati i necessari correttivi, affinché del servizio pubblico, beneficiassero in primis gli utenti finali e cioè i cittadini. Invece registriamo che il dirigente sanitario di presidio (non capiamo in virtù di quale atto aziendale e quale è la logica che determina un direttore amministrativo unico per quattro pp.oo. ed invece restano quattro dirigenti medici e una pletora di vice dirigenti) unitamente al direttore di struttura complessa si preoccupino non già di affrontare la problematica segnalata, facendo si che l’ospedale spoke di Polistena sia restituito al ruolo che la legislazione regionale l’ha destinato; invece dispensano suggerimenti, giustificazioni ed interpretazioni, poggiate sul nulla e tendenti a scusare le sacche di inefficienza delle quali loro stessi sono responsabili primo. Esaminando le dichiarazioni fatte sulla stampa nelle quali si afferma “che presso la gastroenterologia prestano servizio cinque medici, ma uno è il direttore, che ha compiti di direzione, organizzazione del reparto e supervisione sull’attività. Pertanto i sanitari sono in effetti quattro, uno dei quali, però, è un medico ambulatoriale utilizzato solo per 20 ore settimanali e che, per contratto, ha orari prestabiliti soltanto al mattino e non è tenuto ad espletare turni di pronta disponibilità. La conclusione è che in realtà, il direttore dott. Giuseppe Naim ha solo tre medici disponibili per l’attività h12/24”.
Non per risposta ma per amore di verità, in merito alle dichiarazioni di cui sopra dobbiamo ribadire quanto segue.
Premesso che il dirigente sanitario è istituzionalmente preposto a dirigere con autonomia tecnico-funzionale ed economico-finanziaria la struttura ospedaliera cui è preposto e ne è responsabile ai fini organizzativi e gestionale, è evidente, quindi, che ogni disfunzione, carenza, mancanza ricade in capo al dirigente di presidio.
Tanto premesso non bisogna dimenticare che il direttore di struttura complessa, pur avendo tutti i “gravosi” compiti indicati (per i quali è comunque retribuito con indennità specifiche in aggiunta allo stipendio), non è esentato dallo svolgere quella che dovrebbe essere la sua principale attività e cioè: erogatore di prestazioni sanitarie. Se così non fosse, non si giustificherebbe l’attività svolta dallo stesso direttore, un giorno la settimana, nel presidio di Scilla. Inoltre senza andare lontano, numerosi sono i casi di primari o direttori di s.c. che dir si voglia, che prestano la loro attività non solo e non soltanto in regime di pronta disponibilità ma anche in guardia attiva.
Ma l’apologia delle giustificazioni continua quando il dirigente sanitario di p.o. prosegue affermando che uno dei quattro è un medico ambulatoriale. Prima di entrare nelle norme contrattuali che regolamento i rapporti convenzionali e che in ogni caso smentiscono quanto asserito dal dirigente di presidio o da quanto le è stato suggerito, bisognerebbe una volta per tutte avere una parola di chiarezza rispetto alla utilizzazione del personale convenzionato all’interno delle strutture ospedaliere. Non è possibile che quando si ha bisogno e necessità questi medici convenzionati sono utilizzati alla stregua del personale dipendente, salvo poi negare l’innegabile a seconda della “convenienza” oppure davanti alle loro legittime rivendicazioni. Appare superfluo, oltre che contro logica, rammentare che non è il medico convenzionato che stabilisce le modalità di erogazione delle prestazioni ma è, quanto meno, con la concordia dell’azienda che, dentro i limiti contrattuali previsti, si stabiliscono tempi e luogo secondo le proprie esigenze.
Altre gratuite affermazioni sono quelle del direttore della gastroenterologia, che afferma che una delle cause della mancata attivazione del servizio h.24 è la mancanza di “figure paramediche” (si dice “professionisti sanitari-infermieri” così si chiamano tali figure professionali e non paramediche, termine obsoleto ed offensivo). A nostro parere non può essere giustificazione, se è vero come è vero sono circa 1000 i CPS-Infermieri all’interno dell’ASP ed i posti letto, più o meno, 400. Qualcosa non torna. Per non parlare delle diverse unità di personale CPS-Infermieri che, malgrado ancora oggi percepiscano le indennità professionali specifiche ed i relativi benefici economici, da anni non fanno più la professione per la quale sono stati assunti.
La presenza di quattro unità di personale, all’interno del servizio, che fruiscono dei benefici della legge 104/92 non può essere motivo ostativo all’istituzione del servizio h.24 per due ordini di motivi. Il primo, a prescindere dalla legge 104/92, è che non esiste il CPS-Infermiere di gastroscopia, di UTIC, di anestesia, di chirurgia, di sala operatoria, eccetera, ma il CPS-INFERMIERE in possesso dei titoli abilitanti all’esercizio della professione. L’altro ordine di motivo è quello secondo il quale, ancora una volta non possiamo che ribadire quanto da anni andiamo dicendo in ogni dove. La legge 104/92 è una legge di grandissima civiltà che garantisce le necessità delle persone in condizioni di handycap, è l’abuso e l’utilizzo improprio che deve essere combattuto, soprattutto dall’Ente e dai suoi dirigenti nei modi di legge che ci sono ed esistono!
In merito “all’acquisizione di strumentazioni e attrezzature endoscopiche, tutte vecchie ed obsolete….” Concordiamo che ciò non sia non più rinviabile; ma allo stesso tempo dobbiamo rammentare a noi stessi che nella fase del “processo di budgeting”, il direttore di struttura complessa incaricando “concorda” con l’azienda non solo i programmi e gli obiettivi da raggiungere ma anche le risorse, umane e strumentali, attraverso i quali raggiungere i predetti obiettivi. Non ci risulta, a quanto ci è dato sapere, che lo stesso direttore abbia rinunciato all’incarico di struttura complessa e quindi ai benefici economici. E se è vero che le attrezzature sono vecchie e obsolete, come mai, non più tardi di qualche settimana addietro in assenza del direttore, presso l’ospedale di Polistena è stato effettuato un intervento delicato di quelli che non si potrebbero fare(???).
Infine ed in ultimo ringraziamo del tempo che ci hanno voluto dedicare, sia il dirigente sanitario che il direttore della gastroenterologia; non vorremmo però che il tempo perso per rispondere ad un umile sindacato, quale noi siamo, che tenta di esercitare il proprio ruolo nell’ambito delle proprie competenze, li distogliesse dal superiore obiettivo e cioè, garantire un pubblico servizio, altrimenti il rischio è che si possa incorrere nell’ interruzione di pubblico servizio e pertanto dovrebbero dare conto all’ A.G. e non già al modesto umile sindacato denunciante.


Il Segretario Territoriale
Francesco Politanò