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TALLINI (FI) sulla riforma statutaria

TALLINI (FI) sulla riforma statutaria

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“Il patto Oliverio-Adamo-Gentile, che sta caratterizzando negativamente la X legislatura, questa volta ha partorito il classico, ma pericoloso per la Calabria, topolino: una misera ma perniciosa ‘riformicchia’ che vorrebbero nobilitare con la definizione di riforma dello Statuto e che ha un solo scopo: garantire la strategia di potere del patto ‘ADG’, attraverso il consolidamento dell’uomo solo al comando che si sceglie ‘tutti gli uomini del Presidente’ e fa una pernacchia ai consiglieri regionali. Si tratta di un pacchetto legislativo - afferma il consigliere regionale di Forza Italia Mimmo Tallini - che, se fosse stato solo ipotizzato dal centrodestra, avrebbe fatto insorgere la Calabria ‘democratica’. Il progetto di riforma - spiega Tallini - incide sugli articoli 33 e 35 dello Statuto e, con l’incredibile condivisione dei consiglieri reggini del centrosinistra, sull’articolo 23, che espressamente riguarda l’autonomia funzionale, contabile e organizzativa del Consiglio. L’invenzione del consigliere delegato, finalizzata a dare un contentino ai consiglieri regionali di un’Aula che palesemente s’ intende svuotare di ruolo e di funzioni, non soltanto si fa una beffa della figura del Sottosegretario, criticabile quanto si vuole ma perlomeno aveva un chiaro profilo istituzionale, ma viola lo Statuto e la Costituzione. L’Assemblea legislativa, infatti, ha poteri legislativi e di controllo sull’Esecutivo, ma se un consigliere regionale è coinvolto direttamente nella gestione, seppure sotto la rigida supervisione del Presidente, è evidente anche alle pietre che controllore e controllato coinciderebbero. Con tutto ciò che ne discende. Si aggiunga - prosegue Tallini - lo svilimento delle prerogative del Consiglio regionale, attraverso la modifica dell’articolo 23 che immediatamente lo pone alle direttive del Presidente, e il risultato sarà quello di trasformarlo in un’Aula sorda e grigia … o, nella migliore delle ipotesi, trasversale”.