Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Misefari (Reset): "Il testamento biologico: un atto di civiltà"

REGGIO. Misefari (Reset): "Il testamento biologico: un atto di civiltà"
 Nella seduta del 19 gennaio il Consiglio Comunale, anche in seguito ad una petizione popolare che ha raccolto oltre 1000 firme di cittadini, ha approvato il regolamento per il Registro del Testamento Biologico. Con questa decisione, la Città si allinea ai numerosi Comuni Italiani ed alle tante Nazioni che hanno già approvato il Testamento Biologico. Si tratta di una decisione storica che consente ad una persona affetta da una malattia terminale o in fase avanzata o inguaribile, che si trova in uno stato di incoscienza o incapacità di manifestare la propria volontà, di dare disposizioni anticipate sulle cure che intenderebbe ricevere o rifiutare nel caso non fosse più in grado di esprimere la propria volontà. E’ opportuno far presente che il Testamento Biologico non ha nulla a che vedere con l’eutanasia che consiste nel richiedere un trattamento che ponga fine alla vita. Il Testamento Biologico deve contenere la nomina di uno o più persone di fiducia che si impegnino a garantire il rispetto delle volontà espresse nello stesso testamento. Il Comune dovrà istituire un registro in cui verranno annotate le persone che hanno deciso di lasciare un Testamento Biologico e, nello stesso Comune, dovrà essere conservata copia del testamento. La persona può modificare in qualunque momento le decisioni espresse nel testamento biologico o ritirarlo.Nonostante il Testamento Biologico non abbia in Italia valore vincolante, ci sono però dei riferimenti legislativi che riconoscono il diritto della persona a rifiutare un determinato trattamento terapeutico. Infatti, nell’art. 32 della Costituzione si legge: “Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” E ancora, l’art. 9 della Convenzione del Consiglio d’Europa sui diritti dell’uomo e della biomedicina (“Convenzione di Oviedo” del 1997) recita testualmente:” Saranno prese in considerazione le volontà precedentemente espresse nei confronti dell’intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere le proprie volontà”  Noi comprendiamo che, per credo religioso o per propria convinzione, la maggior parte dei Consiglieri del Centro destra non abbia votato a favore del Testamento Biologico, ma riteniamo che la nostra scelta di approvarlo sia stata una scelta di civiltà e di libertà.  Noi, infatti, non abbiamo voluto impedire, proprio nel rispetto della libertà dei Cittadini, a chi ne abbia il desiderio, di esprimere le proprie volontà in merito al trattamento terapeutico cui dovrà essere sottoposto in un momento in cui non è più in grado di intendere e di volere.