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Gaimo (MSI-Fiamma Tricolore): "Oliverio si rimbocchi le maniche"

Gaimo (MSI-Fiamma Tricolore): "Oliverio si rimbocchi le maniche"

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Sono passati ormai sessanta giorni dalle elezioni regionali calabresi il cui risultato, al netto della mostruosa vetta raggiunta da un astensionismo che ormai non è solo disaffezione dalla malapolitica ma un vero ringhio di rabbiosa protesta contro gli attori della stessa, è una chiara richiesta di cambiamento radicale (che ha finito per travolgere anche l’incolpevole e coraggiosa candidata del centrodestra, Wanda Ferro, rimasta l’ultima opzione “pulita” di un qualcosa di ormai indefinibile ed indefinito) che, ormai appare chiaro, il centrosinistra non pare pronto e capace di cogliere.

         E si è andati avanti con ulteriori e più precisi segnali di quanto poco rispondente ai desiderata dei Calabresi sia emerso dalle urne di queste elezioni sempre meno democratiche e sempre più autoreferenziali e lontane dalla realtà dei Cittadini. Prima il rinvio di qualche settimana dovuto alla “malattia” di un consigliere (paradigma evidente di uno dei peggiori vizi dell’italico impiegato, specialmente se pubblico), poi la lampante riprova di quanto squalificato e squalificante è la malapolitica imperante nei nostri territori: su trenta eletti i partiti non sono riusciti a trovare CINQUE persone che avessero una storia proba ed una fedina penale intonsa. Non fraintendeteci, siamo garantisti almeno fino ad una condanna di primo grado, ma dopo un Consiglio di indagati al 60% e dove spiccavano arresti per collusione con la mafia, ci saremmo aspettati che il “nuovo che avanza”, trovasse al suo interno UN Presidente, DUE Vice e DUE Segretari (senza esclusione di schieramenti e partiti) che fossero resi presentabili e credibili agli occhi dei Cittadini, che anche di esempi e di plastiche visualizzazioni hanno oggi bisogno per tornare a credere che la Politica possa essere declinata in positivo e che il Politico sia colui che si batte per il “bene comune” e non per portare avanti i fatti suoi e dei suoi stretti sodali.  

         Adesso aspettiamo, dopo due mesi dai proclami e dalle promesse, che il Presidente Oliverio si rimbocchi le maniche e, superati i tanti ostacoli spesso da lui stesso piantati su un terreno già di per sé irto di problemi, dia fatti concreti ad una terra i cui drammi si ampliano sempre più fino a diventare tragedie (carenza di lavoro, povertà, degrado ambientale, malasanità e malavita).