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REGGIO. All'Anassilaos conversazione sul tema " La moneta reggina di Maniace"

REGGIO. All'Anassilaos conversazione sul tema " La moneta reggina di Maniace"
Promossa dall’Associazione Culturale Anassilaos si terràmartedì 17 febbraio alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso la conversazione di Rocco Aricò, Dottore di Ricerca presso il DICAM (Dipartimento di Civiltà Antiche e Mo-derne) dell’Università di Messina sul tema “La moneta reggina di Giorgio Maniace, generale bizantino” che affronterà un momento importante della storia del Mezzogiorno e della stessa Reggio Calabria, cioè la spedizione del generale bizantino Giorgio Maniace che dalla città dello Stretto tentò, e in parte realizzò, la riconquista della Sicilia da due secoli saldamente in mano ai Musulmani. Una conquista, questa araba, iniziata nell’anno 827 con lo sbarco di un gruppo di Berberi islamizzati del Nord Africa e conclusasi in circa ottant’anni. Dopo la caduta di Siracusa, la capitale, nell’anno 878, i pochi territori siciliani rimasti in mano imperiale erano scarsamente difendibili e la capitale del Thema di Sicilia fu spostata a Reggio che divenne l’avamposto bizantino e – potremmo dire occidentale e cristiano – nei confronti dell’espansione musulmana. Da allora Reggio fu al centro delle ripetute incursioni arabe e di brevi ed effimere conquiste durante le quali – come scrivono gli storici arabi – nella città fu eretta perfino una moschea o, forse, adattata a moschea, la cattedrale. L’Impero bizantino che difese con alterne vicende i suoi territori calabresi e meridionali, non si rassegnò mai alla perdita della Sicilia e tentò varie volte di riconquistarla, ma senza successo. Soltanto nell’anno 1038 riuscì ad organizzare una spedizione di vasta portata. A tale scopo venne inviato in Italia il grande generale Giorgio Maniace col titolo di stratigòs avtokràtor, dotato quindi dei più ampi poteri, al comando di un vasto contingente. Partendo da Reggio egli si mosse verso Messina che cadde nel 1038; nel 1040 fu combattuta, presso Troina, una battaglia decisiva: la vittoria di Maniace aprì la strada al generale vittorioso per spingersi lungo la costa orientale fino all’antica capitale, Siracusa. A questo punto, tuttavia, esplosero i contrasti tra Maniace e l’inetto comandante della flotta che, però, grazie alla sua influenza alla corte bizantina, ottenne la destituzione del generale. Da quel momento fu la disfatta: in poco tempo tutte le conquiste vennero perse e solo Messina resistette fino alla primavera del 1042. Il tentativo di riconquista guidato da Giorgio Maniace ebbe vasta eco e risonanza ed, in certo qual modo, preparò la strada che qualche decennio dopo i Normanni avrebbero seguito con maggiore e definitivo successo. Il quartier generale di tale importante operazione militare fu- come si diceva - posto a Reggio e fu proprio a Reggio che, nel 1038, per pagare le truppe impegnate nella campagna di Sicilia, lo stratigòs autorizzò la coniazione di monete in bronzo. Il particolare tipo di follis coniato per finanziare la campagna di Sicilia fu realizzato nella città dello stretto, nell’area in cui sorge oggi piazza Italia, dai cui scavi cominciano finalmente ad emergere le prove archeologiche della presenza di una zecca.