Direttore: Aldo Varano    

CASTROVILLARI. Al Castello Aragonese mostra di documenti di "vita carceraria"

CASTROVILLARI. Al Castello Aragonese mostra di documenti di "vita carceraria"

Alcuni documenti relativi alla “vita carceraria” a cui era adibito il Castello Aragonese di Castrovillari, concernenti il periodo che va dal 1861 al 1879, rinvenuti casualmente nel maniero qualche mese fa, prossimamente potrebbero essere osservati in una mostra che verrebbe curata dall’Archivio di Stato e dall’Associazione culturale Sifeum. Proprio alcuni soci di questa, che da qualche anno cura la fruizione dell’antico maniero in sinergia con il Servizio di Promozione Culturale del Comune di Castrovillari, furono gli artefici, a novembre scorso, della fortunata scoperta (comunicata immediatamente pure all’ente) durante un servizio di pulizia degli ambienti in preparazione di un evento. Uno di quelli che ormai da tempo prendono vita nel Castello dopo il suo recupero.Il materiale cartaceo, fogli sparsi,già fruibile presso l'Archivio dopo essere stato opportunamente riordinato in fascicoli e inventariato da Concetta Micciullo, Rosetta De Biase, Francesca Mortati e Rosina Romeo della Sezione di Castrovillari, venne trasmesso all’Archivio di Cosenza ed al Ministero competente per gli opportuni adempimenti. Negli atti sono trascritti i rapporti giornalieri dei guardiani, i certificati di carcerazione e scarcerazione, gli elenchi degli addetti ai servizi domestici, richieste particolari (come i permessi ai notai di entrare in carcere), il rilascio dei certificati sanitari, il registro dei conti, i movimenti mensili dei detenuti, la consegna sempre di questi alle guardie ed ai carabinieri reali, riferimenti dei movimenti dei detenuti e gli elenchi dei carcerati rilasciati in libertà.Il fondoaiuterà a configurare meglio , secondo i ritrovatori e gli addetti, il quadro del complesso archivistico che ricostruisce la vita dello stesso il quale risulta ancor più importante per la storia della città e per l’antico carcere giudiziario, a cui fungeva il maniero, tenuto conto che si riferisce ad anni dopo l’Unità d’Italia e interessa la vita quotidiana dei detenuti e l’attività amministrativa e carceraria dell’epoca.