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REGGIO. Alle Muse "Reggio era"

REGGIO. Alle Muse "Reggio era"

REGGIO NELLARTELe Muse ricordano gli eventi post terremoto 1908 e gli anni della ricostruzione. Così Giuseppe Livoti – presidente Muse, in apertura di manifestazione ha esordito che occorre amare di più, ciò che ci circonda. Una politica culturale diversa potrebbe veramente far diventare Reggio, città da visitare durante l’Expo 2015. Noi associazioni facciamo da sempre promozione del nostro patrimonio architettonico, ma forse siamo sempre più soli ed isolati e a volte “costruiamo cattedrali nel deserto”. “…Vogliamo una città da visitare ad ogni ora della giornata, un coordinamento dei vari eventi, chiese aperte, musei aperti anche in orari che possano attrarre un pubblico diverso…”
Una serata che è stata un mix di emozioni storiche ma anche un modo per ricordare la città che fu. Esperti, tecnici e studiosi, continua Livoti, li abbiamo riuniti qui alla Sala D’Arte di via San Giuseppe, per raccontare lo stato dell’arte prima del terremoto del 1908, attraverso la testimonianza di grandi plastici realizzati dall’artista Ilario De Marco. Un lavoro - ricorda - De Marco che mi vede da sempre impegnato tra fonti e documenti d’archivio. Io amo la città e in questi anni, da fotografie e informazioni precise, ho ricostruito in scala metrica, tanti monumenti. E’ il caso dell’antico Eremo posteriore al 1532 quando i frati cappuccini vennero chiamati a Reggio dall’arcivescovo mons. Centelles o ancora il Real Teatro Borbonio inaugurato il 30 maggio del 1818 progettato dall’architetto reggino Stefano Calabro’ Anzalone ed ancora il Duomo riedificato nel 1790 ed infine la famosa Fontana del Plebiscito costruita nel 1571 con le ottocentesche bocche di delfini.
Un lavoro capillare ed autentico arricchito dal filmato in bianco e nero presentato dall’arch. Natale Cutrupi con immagini del terribile disastro del terremoto che come egli stesso afferma, dimostrano che non tutto era da abbattere. Abbiamo sempre avuto l’ansia del nuovo, del rinnovamento ma Reggio non può continuare a cancellare la propria memoria. Per la città che verrà Cutrupi si augura che Piazza Duomo sia riprogettata senza gli alberi, la piazza respirerà di più e farà godere i palazzi con i portici da sempre dimenticati. I reggini sono cittadini di buona volontà per il cardiologo Enzo Amodeo. Aspettiamo un rinnovamento ma ai giovani è stato rubato il futuro. Tante risorse identitarie sono state mortificate. Amodeo è duro per quanto riguarda il caso del Centro Cuore che secondo il noto professionista reggino, dimostra come spesso alla classe politica non sta a cuore il bene dei cittadini. Il prof. Giuseppe Cantarella, da studioso ha raccontato un inedito storico, inerente la biografia dell’ing. Pietro Velardi laureato in ingegneria a Torino, sposato con la reggina Antonietta Barreca e personaggio importantissimo che lavorò come direttore capo delle Ferrovie della Romania. La moglie era nata in via Sbarre Centrali all’altezza della Chiesa dell’Itria, in una abitazione di fine ottocento purtroppo abbattuta in questi ultimi anni. Occorre ricordare questi personaggi continua Cantarella, essi sono figli della Magna Grecia.
Giuseppe Livoti ha presentato al pubblico la storia della città, descritta pittoricamente e fotograficamente dagli artisti delle Muse, partendo dai particolari di Villa Zerbi per Ambra Miglioranzi e Luciana Ruggeri, al paesaggio architettonico di Renato Amodeo, alle pinakes di Santa Maria Milardi, al Castello Aragonese e la Chiesa degli Ottimati per Grazia Papalia, Adele Leanza, Lucia Errigo, al Corso Garibaldi per Davide Ricchetti, al San Giorgio ed il Drago per Domenico De Lorenzo, al simbolo del Leone di Numia che ricorda il periodo pitagorico a Reggio per Antonella Laganà, agli agrumi per Marilena Cicciù, al Lungomare per Giovanna Tripodi, Angelo Meduri, Manuela Lugara’, al mito – mosaico della Fata Morgana per Pina Calabro’.
La mostra “Reggio era…tra plastici, pittura e fotografia” ha già avuto parecchie visite come quelle che si stanno effettuando in questi giorni con i ragazzi dell’ Istituto Comprensivo “Alvaro – Gebbione” diretto dalla dirigente Margherita Nucera. Il tutto per una visione e riscoperta della propria città e dei suoi monumenti e sarà aperta al pubblico ogni giorno dalle ore 18 alle ore 20 fino al 6 marzo.