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REGGIO. Famiglia naturale, Romeo (Verdi): normalità è dimensione dinamica e cangiante

REGGIO. Famiglia naturale, Romeo (Verdi): normalità è dimensione dinamica e cangiante
ReP

Meursault era un uomo stranito dalla consapevolezza di non soffrire…conosce bene cosa sta succedendo, sa che “di norma” dovrebbe vivere un lutto, eppure è uno straniero, ne vittima ne folle: semplicemente straniero nel sistema convenzionato che respirava intorno.
Quello che Camus provava a descrivere in prosa, un’ idea descrittiva dell’idea di “normalità”, è quanto di più lontano ed arbitrario si possa connotare, in realtà, nei temi dell’ affettività e delle relazioni.
Reggio Calabria apre uno squarcio pericoloso ed asincrono nel percorso civile del riconoscimento della “libertà” delle coppie di fatto, lascia uno spiraglio grigio ed inquieto ad un’ idea definita di “famiglia naturale” e percorre una pericolosa inversione di marcia rispetto al percorso europeo di apertura all’ idea della “scelta d’amore” e dei diritti che da essa ne conseguono.

La normalità è dimensione dinamica e cangiante, percorre linee sociali e culturali che la determinano e, senza volerne ridurre il significato in mero criterio statistico, attiene ad un concetto di valore e, di conseguenza, ne esprime una conformità più o meno adeguata.
Suona strano ed alquanto pretestuoso, dunque, il tentativo della mozione votata in Consiglio Comunale in data 10 Marzo 2015 di circoscrivere quel che Camus prova semplicemente a descrivere in “percepiti” nel suo “Lo Straniero”, ne tanto meno nel corso dei diversi decenni nel Manuale Diagnostico Americano dei Disturbi Psichiatrici è mai stato dimensionato a concetto statico e definibile.
Nella "normalità" dei casi, infatti, si parla di "famiglia" pensando a qualcosa che non c’entri affatto con la coppia omosessuale o con altre combinazioni di vita.
Ma la famiglia si muove in funzione del costume sociale, basti pensare le evoluzioni storiche dell’ istituzione stessa, ed ecco che perde di qualsiasi prescrittività il concetto di famiglia "naturale". La famiglia non preesiste allo Stato, ma ne segue la scia parallelamente a costumi sociali e leggi che li governano.
La "famiglia" appartiene ai bisogni umani fondamentali, imprescindibili, legati alla socialità dell’uomo, alla sua riproduzione, alla sua affettività, ed è proprio per questo "naturale", perché determinata da fisiologiche necessità e bisogni dei componenti che la determinano nel senso che. Secondo l’art. 2 della Costituzione, la famiglia sarebbe pertanto primo e indispensabile esempio di "formazione sociale" di cui deve essere garantita e riconosciuta pienamente l’esistenza in ogni sua determinazione.
E se da una parte la riflessione politica permette di porre attenzione sulla discutibile posizione dell’ intero PD rispetto alla quaestio, vista anche la precisazione in mattinata di Falcomatà rispetto al fatto che la mozione in oggetto non pregiudichi il percorso di una Reggio inclusiva, appare mediosa e di tacita non belligeranza tra maggioranza ed opposizione (verosimile, opposizione) l’ incastro di questi ossimori a Reggio Calabria, tra i colori “normali” di una famiglia definita classica e l’ intenzione di istituire un registro delle unioni civili.
I segnali di programmazione civile e sociale devono essere chiari, esaustivi ed il meno possibile interpretabili, per poter divenire identità “propria” della cittadinanza che li sceglie proprio perchè li ha votati in campagna elettorale.
L’ invito è ad una discussione più ampia, programmata, partecipe, che permetta realmente ai singoli di sentirsi rappresentati in questo contraddittorio, che possa elevare il livello di interlocuzione diretta dell’ amministrazione con il popolo, e che permetta ad istanze bioetiche, scientifiche e psicosociali di determinarsi in un tavolo di ascolto e di proposta equamente distribuito.
Non può essere lasciata ad una mozione in coda ad un Consiglio Comunale la determina valoriale di un percorso che, per essere virtuoso, deve essere partecipato e condiviso su basi di pensiero che necessitano livelli di conoscenza ampi e decisamente tecnici sui quali determinarsi
E se in Sodoma e Gomorra Proust ricorda che “non c'erano anormali quando l'omosessualità era la norma”, appare inevitabile che la crescita culturale ed idelogica di una terra che rimane pervasa ed ancorata a logiche sociali ataviche ed implosive passi da una scelta politica d’ apertura civile palese, imprescindibile e che non si possa prestare a nebulose insinuazioni, ma che invece meriti s’è del caso un contraddittorio vero, contenutistico e di prospettiva, tutt’ altro che l’ unanime assenso di matrici ideologiche così distanti in idea, ma così vicine, quasi fossero una vera famiglia “naturale”.

Il Segretario Provinciale dei Verdi

Vincenzo Maria Romeo