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CATANZARO. Nisticò: la Regione urbanisticamente immobile

CATANZARO. Nisticò: la Regione urbanisticamente immobile
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Testo integrale della dichiarazione diramata dal consigliere comunale Carlo Nisticò, gruppo Catanzaro con Abramo.
“Che fine ha fatto il Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico? Autonomia o eteronomia dell' Urbanistica rispetto alla politica?
Nel 2002, con l' approvazione della Legge Regionale Urbanistica n. 19, il mondo politico e tutti i soggetti istituzionali che interagiscono nella gestione del territorio hanno ritenuto che si potesse finalmente avviare un percorso tecnico e amministrativo nella redazione dei nuovi strumenti urbanistici nelle diverse scale territoriali, capaci di avviare una corretta gestione del territorio in termini di tutela ambientale e culturale ma soprattutto con un riequilibrio del territorio in termini di ecosostenibilità secondo i principi di pianificazione presenti nelle direttive della Comunità Europea.
In realtà, ben presto, ci si è reso conto dell'inefficacia della Legge Urbanistica poiché si è preso atto dell' impossibilità di procedere celermente alla redazione e approvazione dei Piani Urbanistici nella diversa scala territoriale in conseguenza di una normativa eccessivamente vincolistica che tuttora impone una tempistica assolutamente inadeguata alla necessità di pervenire all'approvazione degli strumenti urbanistici in tempi brevi.
Si sta parlando ovviamente di eccessivi tempi lunghi dovuti in particolare all'acquisizione di pareri obbligatori come per esempio la Valutazione Ambientale Strategica (VAS ) che è gravata da una normativa allucinante anche quando si tratta di verificare la sola assoggettabilità.
Inoltre dal 2002 ad oggi sono state apportate, dai governi che si sono succeduti alla guida della Regione senza distinzione del colore politico, delle modifiche normative che hanno peggiorato la possibilità di pervenire in tempi adeguati alla gestione del territorio calabrese con gravi danni all'economia e alla capacità di garantire quantomeno livelli minimi occupazionali a favore delle organizzazioni mafiose che invece garantiscono purtroppo un'occupazione criminale!!!!. In sostanza alla crisi generale del mercato e dell'economia, di origine comunitaria, si è aggiunta una disastrosa gestione urbanistica e pianificatoria che ha ulteriormente provocato limitazioni alle già scarse capacità produttive e di valorizzazione delle risorse territoriali.
Sintomatico esempio di quanto affermato è il tortuoso percorso che fino ad oggi ha avuto la redazione e l'approvazione del Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico ( Q.T.R.P. ). Si tratta dell'atto di pianificazione di livello regionale in cui confluiscono tutte le scelte e gli indirizzi per una corretta gestione delle risorse ambientali, storiche, culturali, produttive del territorio con valore anche prescrittivo nei confronti della pianificazione comunale e provinciale.
Purtroppo il Q.T.R.P. la cui redazione è iniziata con l'approvazione delle “ Linee Guida della Pianificazione Regionale”, quindi oltre otto anni addietro, tutt'ora è in fase di adozione in quanto ogni volta che c'è stato il cambio di colore politico nel governo della regione si è ritenuto di azzerare quanto fatto in precedenza e ripartire da zero.
Il vergognoso risultato ottenuto dall'incapacità di una certa politica è che la Calabria rimane l'unica Regione d'Italia che non ha un atto regionale di pianificazione con consequenziali gravi ripercussioni negative non solo sul territorio ma anche sulla gestione dei finanziamenti comunitari e di conseguenza con effetti drammatici sull'occupazione e in generale sull'economia.
L'insensibilità e forse l'ignoranza di certa politica, probabilmente anche di quella attuale, è riconducibile con evidente concretezza per esempio alla circostanza più volte segnalata dal Comune di Catanzaro relativamente ad alcune norme prescrittive inserite inopportunamente nel Quadro Territoriale Paesaggistico adottato addirittura nel mese di Giugno del 2013. Queste, essendo giuridicamente vincolanti, hanno provocato l'obbligatoria sospensione di tutti i piani attuativi che si trovavano in fase avanzata di approvazione. Il fatto strano è che il competente settore urbanistica della regione non ha mosso neanche un dito per cercare di risolvere la questione che sta provocando gravissimi danni al settore dell'edilizia già notoriamente strutturalmente in crisi.
L'evidente eteronomia, ovvero assoluta dipendenza dell' urbanistica e della Pianificazione dalla politica, anche causata da una burocrazia sottomessa e priva, forse, di una adeguata competenza e professionalità, non ha consentito e non consentirà, se non cambieranno le regole del gioco, di avviare un vero percorso risolutivo per l'approvazione del Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico con le opportune modifiche alla Legge Urbanistica Regionale nonché lo snellimento delle procedure per l'acquisizione della Valutazione Ambientale Strategica.
La necessità di modificare la Legge Urbanistica Regionale soprattutto in termini di snellimento delle procedure risulta evidente dal fatto che dopo dodici anni di vigenza solo una diecina di comuni su 450 è riuscito ad arrivare all'approvazione del P.S.C. ed inoltre trova ancora più ampia giustificazione nel fatto che la disciplina attuale è improntata a principi di conservazione e di governo del territorio assolutamente non presenti nella cultura di riferimento esistente all'epoca della sua approvazione.
E' indiscutibilmente necessario che l'attuale governo della Calabria si attivi con immediatezza e con priorità assoluta nel riprendere il percorso di approvazione del Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico procedendo alla necessaria revisione dello stesso nelle parti in cui, con eccesso vincolistico, tipico della cultura urbanistica degli anni '80, sono presenti normative vessatorie e inutilmente restrittive e sicuramente non in linea con la cultura urbanistica attuale che com'è noto tra poco partorirà la tanto attesa riforma sostanziale della legislazione urbanistica nazionale”.
(Red.Cn)