Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Dacci una zampa e Randgio io "Domenica ancora una volta in piazza per la Marcia della legalità i diritti"

REGGIO. Dacci una zampa e Randgio io "Domenica ancora una volta in piazza per la Marcia della legalità i diritti"
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Tornano in piazza per il consueto appuntamento domenicale della Marcia per la legalità e i diritti i pelosi di Reggio Calabria che hanno trovato nuova possibilità di vita e speranza grazie al canile di Mortara, la struttura – conclusa nel 2006, più volte inaugurata ma mai entrata in funzione – che attivisti e volontari riuniti attorno alle associazioni Dacci una zampa e Randagio a luglio hanno rimesso in sesto e faticosamente, ma con determinazione portano avanti. “È una sfida e un lavoro continuo perché l’emergenza non si arresta mai, anche perché nel territorio da decenni non vengono fatte campagne di sterilizzazione se non da parte delle poche associazioni animaliste che sono attive in città come Lega del Cane sez. Rc, la LAV, gli Animalisti Italiani, le guardie zoofile della Lida e dell'Ampana, ma per noi è un dovere civico, che portiamo avanti con orgoglio. A luglio, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e mettere in gioco la nostra esperienza per restituire la struttura che con i soldi della città è stata costruita, alla città che l’ha pagata e ai suoi cittadini a quattro e due zampe che hanno il diritto di usufruirne”. Una battaglia – ricordano i volontari – che ha portato benefici visibili e risultati concreti: oltre quattrocento cani recuperati, quotidianamente accuditi e sfamati, più di duecentosessanta avviati all’adozione, più di quaranta cagne sterilizzate nell’ambito di una campagna di prevenzione al randagismo, centinaia di interventi veterinari d’emergenza e gestione delle terapie per circa ottanta fra cani anziani e malati cronici. Tutti randagi che hanno avuto una possibilità di vita diversa grazie ad associazioni che nel tempo hanno saputo tessere una rete di contatti locali e nazionali, che si è stretta attorno alla comunità di Mortara, non facendo mai mancare aiuti economici, cibo, prodotti per la pulizia, braccia per accudire i pelosi, stalli per i più deboli e nuove case per gli oltre duecentosessanta fortunati. “Da luglio ad oggi, siamo stati un punto di riferimento per vigili urbani, carabinieri, polizia, polizia provinciale e Guardia forestale, cittadini. Tutti quanti, in caso di cani in difficoltà non hanno esitato a contattare le nostre associazioni, per segnalare il problema o portarci cani, che in seguito ci sono stati in larga parte affidati con tanto di verbale dall’Asp. Si tratta di una responsabilità che non abbiamo esitato e non esitiamo ad accettare perché crediamo che la da più parti auspicata svolta, in questa città possa arrivare solo nella misura in cui tutti siano in condizioni di mettere a disposizione della comunità le proprie competenze ed esperienze”. È questa l’idea che ha ispirato i volontari che fin dal 7 luglio hanno “ripreso possesso” di quel canile municipale per anni abbandonato ai vandali, dando una possibilità di vita e futuro a centinaia di cani, come la battaglia legale che da tempo le associazioni Dacci una zampa e Randagio io hanno ingaggiato per pretendere chiarezza e trasparenza sulla procedura di assegnazione della gestione di Mortara. “Come cittadini che quest’estate si sono rimboccati le maniche e hanno continuato volontariamente a lavorare da luglio ad oggi per tamponare un’emergenza cittadina – sottolineano gli attivisti - chiediamo chiarezza e trasparenza sulla proprietà dei terreni su cui sorge il canile, che – come denunciato dalla stampa – non sono di proprietà del Comune”. Un concetto che Dacci una zampa e Randagio io ci tengono a sottolineare anche per sgombrare il campo da maldicenze e illazioni con cui – sottolineano i volontari – “sta tentando di sporcare questa che è una battaglia di civiltà con falsità e colpi bassi, che distorcono la realtà. Così come quest’estate come cittadini, ancor prima che come animalisti, ci siamo sentiti in dovere di rimboccarci le maniche per dare una risposta concreta alla piaga del randagismo, sfruttando le risorse della città che amministrazioni diverse avevano lasciato alla mercè dei vandali, così oggi come cittadini, ancor prima che come animalisti, chiediamo chiarezza sulla situazione di un canile che, stando a quanto appreso dalla stampa, non esiste nelle carte dell’amministrazione”. Per i volontari, “si tratta di un grave vulnus giuridico e amministrativo, che espone il Comune - dunque i cittadini che, come il piano di rientro insegna, sono poi chiamati a pagare errori e leggerezze dell’amministrazione - a rilievi e rivalse da parte della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti, per questo noi non possiamo che continuare a fare appello ad un’amministrazione che ha fatto una precisa scelta per la legalità, perché sgombri il campo da ogni ambiguità. Anche per questo domani, con i nostri pelosi, domenica alle 11 torneremo a piazza Italia per la nostra ormai tradizionale passeggiata”. Nell’occasione sarà presente anche un banchetto con materiale informativo, gadget e i “Chocobau” le uova solidali, con cui i volontari sperano di finanziare le prossime campagne di sterilizzazione e cura dei pelosi più malandati oggi ospiti del canile.
Dacci una Zampa Onlus