Direttore: Aldo Varano    

Calabria. Il Banco Alimentare senza sede: "non possiamo permetterci l'affitto"

Calabria. Il Banco Alimentare senza sede: "non possiamo permetterci l'affitto"
 

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L’anno scorso di questi tempi, all’indomani dei tagli al Programma Europeo di Aiuti agli Indigenti (PEAD) lanciammo, come Banco Alimentare della Calabria, un disperato grido d’allarme poichè non sapevamo come far fronte alle tantissime richieste di aiuto che ci pervenivano da diversi settori della società. Quest’anno, per fortuna, le cose sono cambiate decisamente in meglio. Con l’approvazione del nuovo Programma sono oltre 50 già i tir di prodotti alimentari ricevuti (pasta, farina, olio, latte, succhi di frutta, ecc.) a cui, ogni giorno, se ne aggiungono altri.Il Governo italiano, già dal mese di settembre, ha varato il piano operativo e la Commissione Europea ha completato il processo di adozione di tutti i programmi operativi nazionali di attuazione del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) per il periodo 2014-2020, del valore di 3,8 miliardi di euro. L’Italia riceverà 670 milioni di euro (a cui si aggiungono 118 milioni di euro di risorse nazionali). Il FEAD concede così agli stati membri un valido sostegno ai loro sforzi di aiutare le persone maggiormente colpite in Europa dalla crisi economica e sociale in corso. Il Banco Alimentare della Calabria e le 650 associazioni caritative, grazie alle quali nella nostra regione vengono aiutate circa 140 mila persone, hanno tirato un profondo sospiro di sollievo.Ad oggi gli spazi sono quasi tutti saturi, soprattutto quelli stabiliti nel comodato d’uso firmato nel 2009 attraverso cui, al fine di sostenere le persone più bisognose, la Provincia di Cosenza si è accollata il pagamento del canone di locazione per l’utilizzo da parte dell’Associazione Banco Alimentare della Calabria ONLUS, di n° 8 box di mq 700 ciascuno, facenti parte della struttura denominata Mercato Ortofrutticolo di proprietà del CoMAC, ubicata nel Comune di Montalto Uffugo.  Per una pianificazione a breve e lungo termine, ora è necessario individuare nuove aree di stoccaggio, anche grazie al fatto che il Banco Alimentare della Calabria risulta essere uno dei più operativi d’Italia. Basti pensare che nella distribuzione della frutta realizzata nel 2° semestre del 2014 ha eguagliato a livello nazionale il Banco dell’Emilia con oltre 2000 tonnellate distribuite, facendo 13 volte meglio di tutti i banchi del sud messi insieme. La Colletta Alimentare straordinaria svolta il 14 di giugno 2014 ha visto il Banco della Calabria tra i primi della rete nazionale per quanto riguarda punti vendita e numero di volontari. Tutto ciò è segno di un grande impegno, ma anche e soprattutto di un’operosa responsabilità rispetto al numero impressionante di famiglie e di enti caritatevoli che, in una regione come la Calabria, dove ogni giorno aumenta lo stato della povertà diffusa e della disoccupazione, si rivolgono a questo organismo.Purtroppo, però, ad adombrare questa mole di lavoro, come un fulmine a ciel sereno, è giunta a fine dicembre una lettera di poche righe a firma del Commissario liquidatore del CoMAC  (il Consorzio agro-alimentare messo in liquidazione dalla Regione Calabria nel mese di giugno 2014) con la quale si comunica che l’Amministrazione Provinciale di Cosenza non intende più farsi carico del fitto dei locali occupati dal Banco Alimentare della Calabria.E’ del tutto evidente che quest’ultimo non ha la forza né di poter pagare il fitto richiesto né la possibilità di collocare altrove (dove?) i 50 tir carichi di prodotti alimentari già arrivati e quelli che ancora devono arrivare.E’ possibile che in un momento così grave dl punto di vista economico e sociale si debba chiedere quasi un favore per svolgere un servizio così importante sebbene tutti, ma proprio tutti, a parole dicono di avere a cuore questo problema e questa gente? Alle istituzioni chiediamo di adoperarsi con urgenza, attraverso risposte serie e credibili. Il 31 marzo bussa, ormai, alle porte.Da parte nostra, non vogliamo credere che basti una semplice lettera per mettere in discussione il valore e l’efficacia di un’opera così grande, convinti come siamo da 20 anni a questa parte, che anche stavolta, la “provvidenza sorgerà  prima che sorga il sole” (Claudel).