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CATANZARO. Il presidente della Provincia Bruno al convegno dell'Aned

CATANZARO. Il presidente della Provincia Bruno al convegno dell'Aned
 

“In Calabria i pochi servizi che funzionano nel settore della sanità molto spesso sono quelli che fanno parte dei sistema del volontariato. L’Aned è un’associazione che assieme a tante altre realtà, soprattutto nel nostro territorio, lavora con il sistema del volontariato per diffondere la cultura della donazione e merita tutto il nostro sostegno”. E’ quanto ha affermato il presidente della Provincia, Enzo Bruno, che questa mattina ha partecipato ad un convegno organizzato dal Comitato regionale dell’Associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto, presieduto da Pasquale Scarmozzino, nella sala del consiglio provinciale di Palazzo di Vetro. Tra i presenti i consiglieri provinciali Marco Polimeni e Riccardo Bruno, il consigliere regionale Baldo Esposito, il consigliere comunale Carlo Nisticò. I lavori sono stati moderati dall’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, avvocato Elga Rizzo.“L’Aned da oltre quarant’anni opera al fianco dei malati di reni per prevenire, informare, tutelare i diritti e per ‘aiutare a risolvere i problemi dei malati nefropatici a livello nazionale, perché i problemi dei malati sono uguali in tutta Italia’, come dice Franca Pellini, fondatrice Aned – ha detto ancora il presidente Bruno nel portare il saluto di benvenuto ai tanti associati che hanno partecipato all’evento -. In un sistema sanitario come il nostro, dove l’intervento pubblico troppo spesso non funziona e diventa sinonimo di spreco e inefficienza, abbiamo bisogno della presenza e dell’operosità di queste associazioni che ci aiutano quotidianamente a risolvere anche quei problemi che dovrebbe essere il servizio pubblico dovrebbe affrontare. E lo dico proprio da esponente delle istituzioni davanti ai rappresentanti della politica: più pubblico, più solidarietà significa più rispetto dei diritti di chi ha bisogno. La speranza che chi è malato possa sempre curarsi nel proprio territorio deve diventare una realtà che noi tutti insieme dobbiamo contribuire a realizzare”.