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ROSSANO (CS). No Triv, Chiurco: "finalmente una manifestazione territoriale"

ROSSANO (CS). No Triv, Chiurco: "finalmente una manifestazione territoriale"
 

La contrarietà alla ricerca del petrolio nel mar Jonio viaggerà sulla tela di centinaia di striscioni. Che, il 28 marzo,  accompagneranno la carica dei No Triv della Sibaritide in una mobilitazione unitaria. Come, in questo territorio, non se ne erano mai viste. La romantica e passionaria Marisa CHIURCO, assessore all’ambiente del comune di Corigliano, impegnata in prima persona nell’organizzazione della protesta, ne è proprio convinta. «Bisogna crederci» dice a L’Eco dello Jonio. Ed è evidente la sua fiducia in un’adesione corale che unisca tutta l’area sotto il segno di una maturità nuova: contro le trivelle la gestione politica non basta.«Sono convinta che tanta gente ancora non conosca realmente le conseguenze di questo nuovo abuso. E spesse volte è proprio un problema di comunicazione. Bisogna entrare nelle case delle persone, spiegare loro che tutelare ciò che ci circonda equivale a garantire la speranza di un futuro migliore. Verso cui tutti si muoveranno, non solo i paesi della costa». E per farlo, un approccio senza mediazioni è imprescindibile. «Divulgare significa informare a contatto. Le persone vogliono essere convinte attraverso istruzioni dettagliate. E sta a noi far capire loro che la presenza è importante. Fondamentale». Sindaci, associazioni, scuole. La risposta del territorio all’appello dell’amministrazione coriglianese è stata immediata. E massiccia. «La manifestazione è un segnale che viene dal basso, da una popolazione che vuole essere coinvolta. Direttamente. Il volantino informativo non è più sufficiente. E per noi il contatto è stato fondamentale». Che poi non è forse il binomio trivelle-ambiente, in una terra tutta agricoltura e paesaggi, talmente paradossale da scatenare senza bisogno di pungoli una chiamata alle armi? «Le linee programmatiche europee parlano dell’Italia come di una terra vocata a turismo, pesca e agricoltura. Però, poi, si dà il via allo sforacchiamento delle nostre coste e dei nostri fondali. È una bella contraddizione!” Non si può scendere a patti con la natura. E quelle risorse con cui la Calabria è stata gratificata non meritano di soccombere sotto il peso di petrolio e metallo.
«È, questa, una battaglia di civiltà da condividere. Perlomeno se si ama il proprio territorio. Noi tutti, in fondo, abbiamo il dovere e il potere di difendere la nostra terra».