Direttore: Aldo Varano    

CATANZARO. Cardamone su proliferazione selvaggia di impianti per l’eolico

CATANZARO. Cardamone su proliferazione selvaggia di impianti per l’eolico
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“La Regione continua a rimanere in silenzio sulla proliferazione selvaggia di impianti per l’eolico e il mini-eolico su tutto il territorio calabrese”.
Lo ha affermato il presidente del Consiglio comunale, Ivan Cardamone.
“Per stamattina – ha aggiunto Cardamone - il Comune di Catanzaro aveva convocato un’importante conferenza dei servizi per fare il punto sulle richieste di installazione di un impianto per l’energia eolica nel territorio del Capoluogo. La riunione avrebbe dovuto focalizzare i primi punti di intervento per unire la tutela del paesaggio alle legittime esigenze dei residenti, che non vogliono essere invasi da impianti per l’eolico o il mini-eolico.
L’incontro è stato disertato dai rappresentanti della Regione Calabria, governata oggi da Oliverio e dalla sua maggioranza di centrosinistra. Si tratta di un comportamento gravissimo, fortemente lesivo degli interessi dei cittadini, che ripropone, ancora una volta, la totale inadeguatezza della Regione sulla tematica dell’eolico selvaggio. Cosa può fare un Comune se non ha gli strumenti normativi per impedire il rilascio delle Procedure abilitative semplificate (Pas) regolamentate da leggi regionali? Come possono agire, Palazzo De Nobili o tutti gli altri Comuni calabresi, per tutelare il quadro paesaggistico del territorio se la Regione, l’unico ente che possiede gli strumenti adatti, sembra voglia girarsi dall’altra parte?
Il governatore e la sua maggioranza di centrosinistra devono mettere mano con forza alla deregolamentazione del settore. Oliverio, la sua giunta e la maggioranza di centrosinistra che lo sostengono fra Palazzo Alemanni e Palazzo Campanella devono uscire dal letargo e dare a tutti i calabresi le risposte che attendono. In attesa che il governatore e la sua maggioranza di centrosinistra si sveglino, Catanzaro e la Calabria continuano a essere invasi da pale eoliche che ne devastano il paesaggio”.
(red. cn)