Direttore: Aldo Varano    

Cantiere Laboratorio: la Politica come dono totale di sé per il bene comune

Cantiere Laboratorio: la Politica come dono totale di sé per il bene comune
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Democrazia, legalità, partecipazione, trasparenza, sono termini che con più frequenza i cittadini di Lamezia ascoltano in virtù dell’approssimarsi delle elezioni comunali di fine maggio; sigle di partiti politici che, come d’incanto emergono da un lungo letargo per avvisare che si sono svegliati, che ci sono ancora e faranno la loro parte.
Parole “talismano”e “contenitori vuoti” non sono e non possono essere il “toccasana”di una situazione economica, politica e sociale molto grave, conseguenza di una pseudo azione politico-amministrativa che nel corso degli anni ha ignorato il “reale” e messo da parte il “buonsenso” e di una complicità collettiva attraverso la quale una buona parte dei singoli,delle famiglie,del la gente, hanno delegato, lasciato fare fino ad essere sopraffatti e conquistati da una logica egoistica, individualistica e materialistica.
Il denaro, il richiamo di una posizione economica e sociale, di un incarico ben retribuito, la promessa di una sistemazione adeguata hanno contribuito a tenere in piedi un’ “accozzaglia politica”che ha esercitato il suo potere per finalità che nulla hanno in comune con gli interessi del popolo lametino.
Se la responsabilità dei rappresentanti non può essere certo negata, la situazione attuale non è piombata sulla nostra testa in un istante ma frutto di scelte operate nel tempo sotto gli occhi di tutti. Oggi non basta la retorica dei parolai ne quella di chi oggi si dichiarano “ricostruttori”o “riconciliatori della politica”. Chi vuol costruire deve conoscere l’esatta estensione delle rovine e non è credibile chi di queste rovine ne è stato la causa.
La Città ha bisogno di “sudore” non di “saliva”. E a questo sudore, siamo tutti chiamati senza piangerci addosso, perchè ognuno di noi ha nella sua anima e nelle sue mani una particella della nostra Città che deve essere” amministrata” e non” governata”, che deve essere amata e non sfruttata, che è di tutti e non di pochi.
Risalire la china significa affrontare le difficoltà non evitarle. Dobbiamo sentire la condizione di uomini tra le rovine che devono riannodare le fila tra i principi, il passato e la condizione esistente. Dobbiamo chiarire se sono i principi che devono animare la politica o se è bene continuare in questo scempio secondo i criteri fin qui adottati con conseguenze da tutti visibili.
Gli sproloqui, lo spirito di negazione, la superficialità, gli atteggiamenti demagogici, riporre esclusivamente la fiducia negli altri: tutta questa moneta falsa emessa dalla debolezza, dall’incompetenza, dall’approssimazione, non ha più corso quando scocca l’ora della “realtà”. L’attuale “dissesto” non è altro che la rivincita di quella necessità, umana e sociale, con la quale troppo a lungo si è creduto di poter giocare.
Uno spettacolo così crudele dovrebbe bastare ad insegnare per sempre, ma ne dubito, a questa generazione politica il senso del reale perchè la “Politica”è una cosa seria e non una tavola da gioco ne una bottega da illusionista ma DONO TOTALE DI SE’ PER IL BENE COMUNE. La nostra Città ha bisogno di politici onesti , competenti, ha bisogno di volontari della politica, di “mercenari” e “voltagabbana” ce ne sono già tanti.