Direttore: Aldo Varano    

Braccianti stranieri, lavoro nero e difficile accesso a cure

Braccianti stranieri, lavoro nero e difficile accesso a cure
Lavoro nero o con gravi irregolarita' contributive, caporalato, orari eccessivi di lavoro. E poi difficolta' nell'accesso alle cure di base e situazioni abitative e igienico- sanitarie disastrose, caratterizzate spesso da insediamenti precari privi di qualsiasi servizio. Questa la condizione dei braccianti stranieri in agricoltura, tratteggiato dal rapporto ''Terraingiusta'' di Medu (Medici per i diritti umani), per il quale sono stati intervistati 788 migranti, gran parte dei quali con permesso di soggiorno. Seguendo il ciclo delle stagioni agricole, grazie all'ausilio di postazioni mobili, il team di Medu si e' spostato dalla Piana di Gioia Tauro in Calabria a quella di Sele in Campania, dal Vulture Alto Bradano in Basilicata all'Agro Pontino nel Lazio, fino alla Capitanata in Puglia. Sono stati raggiunti gli insediamenti abitativi ed e' stata prestata prima assistenza medica a 744 migranti, per un totale di 876 consulti. L'integrazione sanitaria risultava soddisfacente solo nell'Agro Pontino (dove il 78% dei migranti aveva una tessera sanitaria e fruiva del medico di medicina generale perche' stanziale) e le principi patologie rilevate sono risultate direttamente collegate alle dure condizioni di lavoro e alle situazioni di precarieta' igienico-sanitaria: dalle malattie dell'appartamento digerente a quelle dei denti, per un difficile accesso alle cure odontoiatriche dovuto spesso a indigenza, passando per quelle dell'apparato respiratorio, osteomuscolari o della pelle, e quelle infettivo-parassitarie, in particolare le micosi cutanee. ''Il deficit di salute e' dovuto principalmente al fatto che non esiste medicina base per chi si sposta'' spiega Laura del Matto, del team Medu