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REGGIO. L'Anassilaos dedica incontro al prof. Ugo Tropea

REGGIO. L'Anassilaos dedica incontro al prof. Ugo Tropea

Quaranta anni fa, il 26 febbraio del 1975 moriva il prof. Ugo Tropea (era nato a Melito Porto Salvo il 6 agosto 1898), eminente uomo di scienza e di cultura nonché Presidente della Provincia di Reggio Calabria dal 1948 al 1960. A tale anniversario l’Associazione Culturale Anassilaos – che ha proposto di intitolare a suo nome il Palazzo della Provincia – dedica un incontro che si terrà martedì 14 aprile alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso con l’intervento del Prof. Francesco Arillotta che ne ripercorrerà il percorso spirituale, umano e civile. Quantunque l’ambiente familiare paterno fosse prevalentemente portato verso gli studi giuridici, il giovane Tropea scelse la via della scienza e della medicina compiendo i suoi studi a Firenze dove si laureò nel 1924, specializzandosi poi in ostetricia e ginecologia prima a Siena e poi a Pavia come allievo di Emilio Alfieri che lo portò con sé a Milano, alla Clinica Mangiavalli. Nonostante la prospettiva di una brillante e prestigiosa carriera Ugo Tropea preferì fare ritorno a Reggio Calabria quale aiuto nel primo nucleo di divisione chirurgica dell’Ospedale reggino che lo vide, fin da subito, impegnato per la creazione di una sezione autonoma di ostetricia e ginecologia (ottenuta nel 1935), ritenendo, e a ragione, che tale complessa specialità medica dovesse essere, per le sue peculiarità, autonoma dalla chirurgia. Nominato primario di tale nuova sezione si preoccupò di destinare un’ala del suo reparto allo studio e all’approfondimento delle malformazioni genetiche e delle tare ereditarie. L’impegno del medico e dello scienziato mirabilmente si fondono nel Prof. Tropea con la passione politica che lo vide per dodici anni (1948-1960) alla guida dell’Amministrazione provinciale. In questa veste ebbe modo di mettere a frutto la sua esperienza di medico e quella profonda cultura umanistica che gli derivava non soltanto dalle tradizioni familiari ma anche dai suoi studi. Rinnovò profondamente e rese adeguati ai nuovi tempi alcune strutture che dipendevano dalla Provincia (il manicomio, il brefotrofio, l’orfanotrofio) per le quali, con moderna sensibilità adottò nuove denominazioni (istituto provinciale di assistenza all’infanzia, ospedale neuropsichiatrico provinciale). Fondò l’ Istituto di rieducazione per anormali psichici, l’ Istituto femminile di avviamento al lavoro, l’ Istituto per la rieducazione di ciechi e sordomuti, il Palazzo della sanità, la Casa di riposo per anziani e numerosi centri antitubercolari (all’epoca malattia molto presente) sia nel Capoluogo che in centri della Provincia (Marina di Gioiosa, Taurianova). Rifece e completò la rete viaria della Provincia e restaurò e abbellì taluni edifici storici: il Salone della Prefettura, al tempo di proprietà della Provincia e, soprattutto, l’aula consiliare della stesso Palazzo provinciale realizzando un complesso artistico a tutt’oggi unico per la mirabile fusione di elementi scultorei (i bassorilievi di A. Monteleone con Zaleuco da Locri, Baarlam da Seminara, i martiri di Gerace, lo sbarco di Garibaldi ) e pittorici (i mosaici di A. Mori che ricordano il miracolo di San Paolo e la partecipazione dei Reggini alle Crociate). Altri interventi egli promosse e realizzò negli edifici scolastici superiori, oggi come ieri di competenza provinciale. Si adoperò inoltre per incrementare le attività sportive e turistiche e per favorire la cultura e le arti.