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LAMEZIA. Piccioni a Ruberto: "risponda di cosa non ha fatto nel passato"

LAMEZIA. Piccioni a Ruberto: "risponda di cosa non ha fatto nel passato"
  Rep 

Ai fuochi d’artificio e al fumo negli occhi, Pasqualino Ruberto ci ha già abbastanza abituati in questi anni alla guida di “Calabria Etica” durante i quali si è sbizzarrito nell’elaborare i progetti più disparati per portare avanti una gestione opaca e clientelare, da utilizzare al momento giusto per il suo tornaconto elettorale. E, per chi ha buona memoria, sono gli stessi fuochi di artificio della campagna elettorale di 5 anni fa in cui Pasqualino Ruberto affermava con spavalderia dai palchi cittadini che il candidato a sindaco  da lui sostenuto avrebbe vinto a man bassa al primo turno: basta andare su YouTube per vedere un pò di cabaret a costo zero!!! Prima ancora di convincere gli elettori lametini della bontà dei suoi programmi, Pasqualino Ruberto dovrà provare a far dimenticare ai Lametini che per 4 anni lui è stato tra i “fedelissimi” dell’ex governatore Scopelliti, la cui amministrazione regionale, tra i tanti danni economici e morali fatti alla nostra Regione, ha relegato Lamezia Terme al ruolo di Cenerentola delle città  calabresi. Dov’era Ruberto, che ora parla di Parco Fluviale delle Terme, quando il nostro Comune è stato costretto a rinunciare alla realizzazione del Parco termale in seguito al taglio da parte della giunta regionale a guida Scopelliti dei Fondi Pisu, taglio che non ha tenuto conto del fatto che Lamezia è tra le città calabresi con la più alta percentuale di spesa di fondi europei? Dov’era Pasqualino Ruberto quando i fondi stanziati per la metropolitana leggera nel patto per lo sviluppo, invece, sono stati dirottati per il rafforzamento della tratta ferroviaria Catanzaro Lido - Crotone su pressione dell'allora vicepresidente Antonella Stasi? Dov’era Pasqualino Ruberto quando con la delibera Cipe del 3 agosto 2012 venivano assegnati alla Calabria 311 milioni di euro per una serie di interventi sul territorio e di questi, per volontà della giunta regionale, nemmeno un euro è andato alle strutture sportive lametine mentre con 5 milioni di euro veniva riqualificato lo stadio “Ceravolo” di Catanzaro e decine di strutture sportive in tutto il territorio calabrese?Pasqualino Ruberto, che viene in campagna elettorale a parlarci di fondi europei come la panacea di tutti i mali della nostra città, sa bene che negli ultimi 5 anni questi fondi hanno seguito le più disparate direzioni e a Lamezia non sono rimaste che le briciole. E lui non può dire “non c’entravo nulla”, perché era vicinissimo a Giuseppe Scopelliti, il principale artefice della drammatica caduta di credibilità della nostra Regione agli occhi del Paese. Mentre dalla Regione si distribuivano fondi a destra e a manca e Lamezia restava a bocca “asciutta”, per via di una folle strategia politica che non ha mai creduto alle prospettive di sviluppo della terza città della Calabria, Pasqualino Ruberto era lì, a fianco di Peppe Scopelliti e della sua giunta. E invece di interessarsi della sua città, l’attuale candidato a sindaco ha fatto da apripista a Lamezia a un candidato di Serra San Bruno che come d’incanto ha fatto breccia nel cuore dei Lametini che in massa lo hanno votato alle ultime elezioni regionali. E’ paradossale che chi pretende di rappresentare il “nuovo” del centrodestra lametino, sia l’emblema delle più vecchie logiche della politica. Non è credibile chi oggi punta il dito contro Galati e Talarico, ai quali si è affiancato nella sua ultraventennale carriera politica. Prima di parlare di progetti futuri per la città, Pasqualino Ruberto dovrebbe rispondere di ciò che non ha fatto nel passato, dei pugni non battuti sui tavoli regionali, delle tante occasioni in cui la fedeltà al “capo” gli è fruttata di più della battaglia giusta che avrebbe dovuto fare nell’interesse della città.