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REGGIO. Sergi (Éthos): istituire festa laica per scuotere orgoglio reggino

REGGIO. Sergi (Éthos): istituire festa laica per scuotere orgoglio reggino
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All’ Assessore alla Cultura Dott. Eduardo Lamberti-Castronuovo

Nel corso di questi ultimi anni, l’attività organizzata, realizzata e promossa da Éthos, nei diversi suoi settori d’interesse, ha sempre avuto come scopo, obiettivo e fine la crescita della collettività reggina e della Città di Reggio Calabria.
Le scelte compiute ed i conseguenti risultati ottenuti possono certamente essere criticabili ed opinabili, ma le intenzioni perseguite ed i conseguenti metodi utilizzati da tutte le persone che hanno costituito, formato e rappresentato Éthos nel corso di questi lunghi e difficili anni, e che ancora oggi continuano a farla vivere, sono stati sostenuti e portati avanti nel solo interesse collettivo.
Con lo stesso spirito, convinti che “…un popolo senza storia è come un albero senza radici. È destinato a morire…”, come ripeteva spesso Mimmo Martino da Reggio Calabria, riteniamo sia possibile ed utile l’istituzione di una festa laica, che annualmente richiami alla memoria antichi legami, tradizioni e avvenimenti che scuotano l’orgoglio reggino.
In questi ultimi dieci giorni, abbiamo letto, gioito, partecipato ed applaudito agli innumerevoli eventi organizzati dagli Stati Generali della Cultura che hanno generato partecipazione, consapevolezza ed orgoglio, risvegliando bisogni assopiti come la voglia di ritrovare le proprie radici, di riscoprire o meglio di scoprire quale sia la sua identità, intorno a quali comuni beni ed interessi generali si siano legate le vite degli antichi reggini, per riemergere consapevole delle proprie forze.
Questa festa potrebbe diventare uno strumento didattico di apprendimento, uno stimolo per nuove ricerche e per una nuova consapevolezza sociale e culturale della cittadinanza, un modo per contribuire ad agevolare il processo di integrazione che la costituzione della Città Metropolitana impone. L’intera cittadinanza potrebbe assistere ad eventi storici rievocativi delle nostre più antiche tradizioni culturali, sociali ed economiche inscindibilmente condizionate dal nostro territorio e ad esso perennemente legate. I calcidesi che, su indicazione dell’oracolo di Delfi, sbarcano “…laddove l'Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città; (il dio) ti concede la terra ausone…”, il mito della fata Morgana raccontato sulle sponde dello stretto, le battaglie dei nostri avi rivissute sulle mura del trabocchetto e tutto ciò che possa far rivivere le storie del nostro antico popolo.
Certi di trovare in Lei un attento uditore, in attesa di una Sua cortese convocazione per meglio discutere e confrontarsi sull’idea in questione, porgiamo cordiali saluti.


Il Presidente
Giovanni SERGI