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Oliverio a Rosarno: "la 'ndragheta si sconfigge alimentando una cultura delle regole e della legalità"

Oliverio a Rosarno: "la 'ndragheta si sconfigge alimentando una cultura delle regole e della legalità"
 

“La criminalità organizzata, anche quella fatta delle omertà, delle complicità, dei silenzi e dei comparaggi, che vive all’ombra della ‘ndrangheta e costituisce il “brodo” di cui essa si nutre, può essere contrastata e sconfitta se manifestazioni come quella di stamattina si moltiplicano e se cresce una cultura della legalità e dei diritti sulla quale ci giochiamo il nostro futuro. La Calabria vince o perde la sfida con il proprio futuro su questo terreno e noi, insieme a tutte le forze sane di questa regione, dobbiamo mettercela tutta perché in questa sfida prevalga la Calabria positiva, che è fatta dalla stragrande maggioranza dei suoi uomini, delle sue donne, dei suoi giovani e che non può, non vuole e non deve rinunciare a costruire un futuro di crescita e di speranza per sé e per i propri figli”. E’ quanto ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio, intervenendo questa mattina alla ventiduesima giornata antindrangheta della Gerbera Gialla, organizzata dal Coordinamento Antimafia “Riferimenti” a Rosarno Calabro. Dopo aver salutato il presidente del Senato Pietro Grasso “che è un amico della nostra terra perché la conosce molto bene e ha avuto modo, nel corso del suo impegno concreto nel contrasto e nella lotta alla criminalità organizzata, di aiutare la nostra regione infliggendo colpi pesanti alle cosche e di costruire anche un cammino che, seppure in salita, è il cammino del nostro riscatto”, il presidente Oliverio ha ringraziato Adriana Musella “per la sua tenacia, per la sua costanza, per la sua passione nel mantenere alta e viva l’attenzione contro la criminalità organizzata”.“Quella di oggi –ha proseguito il Governatore della Calabria- è una bella giornata, che si collega ad un’altra iniziativa svoltasi ieri a Catanzaro con la senatrice Doris Lo Moro e il vice ministro agli Interni Bubbico, in cui abbiamo ripreso il lavoro compiuto dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta del Senato sulle intimidazioni agli amministratori locali. Siamo in una terra in cui, solo nei primi quattro mesi del 2015, sono già diciassette gli atti intimidatori ai sindaci e agli amministratori locali. Le ragioni che ispirano questi atti sono varie, ma nella diversificazione di queste ragioni c’è un denominatore comune che è la cultura della mafiosità che, credo, debba essere il vero terreno su cui costruire il contrasto alla criminalità. La ‘ndrangheta si combatte sicuramente sul piano del contrasto e della repressione, sul rafforzamento dei presidi di giustizia sul territorio, ma si combatte soprattutto alimentando e facendo crescere una cultura della legalità”. “E una cultura la si fa crescere –ha aggiunto il presidente della Regione- se anche le Istituzioni hanno le carte in regola, se nell’agire quotidiano e nelle diverse funzioni pubbliche si assumono comportamenti coerenti, rispettosi delle regole e della legalità. La legalità non è un impaccio ma è la condizione per la crescita, perché affermarla significa agire con minore discrezionalità e nel rispetto delle regole. Quando ci sono regole cresce la fiducia dei cittadini e delle imprese verso le istituzioni perche essi capiscono che le regole sono alla base del loro rapporto con esse e, in tal senso, sono una garanzia per tutti”. “Il nostro sforzo, dunque -ha concluso Oliverio- deve essere quello che alle parole e ad iniziative nobili come questa, seguano atteggiamenti e comportamenti coerenti. Se ognuno farà la propria parte vinceremo la nostra battaglia e affermeremo in Italia e nel mondo una nuova credibilità della Calabria e dei calabresi”