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Campanella: "un quinto dei minori calabresi vive in condizioni di disagio e povertà"

Campanella: "un quinto dei minori calabresi vive in condizioni di disagio e povertà"
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La Giunta regionale della Calabria deve fare i conti con una complicata e pessima eredità nell'ambito delle applicazioni delle misure sociali. Lo affermano in una nota il giornalista Mario Campanella, Presidente di Peter Pan,  e l'avvocato Maria Locanto, esperta di diritto della famiglia e volontaria dell'associazione. Oltre un quinto dei bambini e degli adolescenti calabresi, nella misura del 22%- si legge nella nota- vivono in condizioni di povertà o di grave disagio. Sì tratta di minori appartenenti a famiglie con assenza di reddito o monoreddito che, grazie alle scellerate politiche sul diritto allo studio degli ultimi anni, hanno avuto anche problemi con l'istruzione obbligatoria. La sperequazione dei fondi sociali e la loro distribuzione impropria ha portato a una forte contrazione della stessa domanda di accesso alle sovvenzioni. La Regione ha perso finanziamenti per circa 600 milioni di euro nel periodo 2006-2012- si legge ancora nella nota- che avrebbero consentito il finanziamento della legge di contrasto alle povertà per una platea molto più vasta .La Calabria ha avuto il triste doppio primato nello stesso periodo-continuano Campanella e Locanto- di pagare la retta più bassa d'Italia per i minori ricoverati in istituti e case famiglie (21 euro giornaliere) e la presenza di un abbandono scolastico progressivo pari al 16, 5% tra gli over 14. La grave crisi economica in atto ha determinato un preoccupante ritorno all'indigenza. La Calabria ha complessivamente perso circa 1,2 mld di euro nelle politiche sociali dal 2002 al 2013, cifra che avrebbe consentito di applicare, seppure a una popolazione ridotta, il reddito minimo di cittadinanza, con effetti certamente migliori dell'inedia totale registrata in tutto questo lungo periodo.