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Dieni (M5s): "grave non impugnativa legge Sebi Romeo da parte del Governo"

Dieni (M5s): "grave non impugnativa legge Sebi Romeo da parte del Governo"
Rep
"Ho chiesto al Governo con un’interrogazione il motivo per cui non abbia inteso promuovere la questione di legittimità costituzionale per la legge di Sebi Romeo che consentirebbe al dr. Francesco Malara di ricoprire allo stesso tempo il ruolo di revisore dei conti della Regione e di sindaco del Comune di Santo Stefano d’Aspromonte.” Questo l’annuncio della deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni della Commissione Affari Costituzionali. Spiega la deputata reggina: “Nei giorni scorsi ha suscitato una certa attenzione la legge della Regione Calabria 13 marzo 2015, n. 10 proposta dal consigliere del Pd Sebi Romeo. Alcuni hanno ricordato come questa fosse una norma ad personam, dato che era rivolta a consentire a Francesco Malara di correre alla poltrona di sindaco di Santo Stefano. Altri hanno sottolineato l’estrema inopportunità di un tale escamotage per favorire proprio il nipote del noto boss di Santo Stefano Rocco Musolino, in una manovra tutta interna al Partito Democratico. Si è tuttavia dimenticato di ricordare come la norma sia fondamentalmente incostituzionale, dato che va in contrasto non solo con la prassi, che non trova eguali nelle altre regioni italiane, ma anche con i criteri fissati dalla Corte dei Conti in osservanza della legge. Essa, infatti, stabilisce che “ulteriore corollario di diretta  derivazione  dai  principi  di buon andamento e  imparzialità  dell'azione  amministrativa  sanciti dall'art. 97 della  Costituzione,  attiene  alla  salvaguardia  della funzionalità dell'organo di revisione. Invero, affinchè il Collegio dei revisori dei conti possa  assolvere  compiutamente  il  ruolo  di controllo che gli è proprio, occorre definire  quelle  "garanzie  di status" indispensabili ai suoi componenti per il corretto ed efficace esercizio della funzione di revisione.” Tra queste garanzie, si esclude la possibilità per uno dei componenti del collegio di ricoprire incarichi negli organi rientranti negli enti locali ricompresi nella Regione. Per questa ragione resto basita per il fatto che il Consiglio dei Ministri abbia escluso di sollevare la questione presso la Corte Costituzionale e bloccare uno scandalo tutto calabrese che non trova confronti e che certamente è rivolto a beneficare un singolo personaggio che peraltro appartiene alla stessa maggioranza che regge la Regione e il Governo.”