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Sculco(CiR) una mozione sulla nocciola per la denominazione commerciale storica ‘Tonda Calabrese’

Sculco(CiR) una mozione sulla nocciola per la denominazione commerciale storica ‘Tonda Calabrese’
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Una mozione sulla coltivazione della nocciola in Calabria sarà illustrata domani, nel corso della XIII Assise nazionale Città della Nocciola che si svolge a Torre di Ruggiero dalla consigliera regionale di “Calabria in Rete” Flora Sculco. “La superficie a nocciolo è pari a circa 200 ettari, circoscritti nei luoghi storici di coltivazione: Cardinale, Simbario e Torre di Ruggiero, con potenzialità di sviluppo in tutti i comuni della Valle dell’Ancinale. Per la provincia di Catanzaro - spiega la consigliera regionale - risultano censite 269.900 piante di nocciolo, di cui 254.000 in coltura specializzata e 15.900 in coltura consociata, mentre la produzione calabrese è passata dai 4.290 agli 8.500 quintali nel 1961”. La mozione mira “ad impegnare la Giunta regionale affinché si avvii un’azione programmatica per la valorizzazione di questa risorsa fondamentale anche per la stabilita, la conservazione del territorio e per la salvaguardia dell’economia delle aree interessate”. Al momento, puntualizza Sculco “è in atto un iter di riconoscimento per la nocciola coltivata in Calabria come denominazione commerciale storica ‘Tonda Calabrese’, al fine di ottenere il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta, marchio comunitario necessario per preservare anche con risvolti economici un patrimonio genetico locale da tutelare perché fonte di biodiversità di notevole valore sociale, culturale oltre che scientifico. La valorizzazione della nocciola significa anche più attenzione alle aree interne dato che rappresenta un’opportunità economica ed occupazionale che potrebbe sostituire diverse colture tra cui l’olivo e la vite sui versanti più difficili ed essere un’alternativa colturale sostenibile”. Pertanto, la consigliera regionale chiede con la mozione “un articolato progetto di sviluppo, che metta la coltivazione del nocciolo in primo piano, favorendo la qualità del prodotto, allocando risorse per la realizzazione di nuovi impianti, nonché l’estirpo ed il reimpianto di quelli vecchi e non più produttivi, risorse per l’acquisto di terreni, miglioramenti strutturali, acquisto macchinari innovativi da utilizzare nelle diverse fasi della filiera; attivare le procedure per facilitare l’accesso al credito; complementarietà delle risorse e degli investimenti”. Come realizzare tutto ciò? Flora Sculco indica un percorso: “la Regione utilizzando i fondi del PSR, 2014-2020, si deve proporre di affrontare con specifiche misure al rafforzamento della filiera corilicola, nei segmenti a monte e a valle della produzione, con incentivazione alle forme aggregate e piani specifici orientati alle esigenze degli operatori del sistema, comprese le misure di investimento strutturali inerenti la produzione, il condizionamento e la trasformazione. Bisogna rendere organici tutti gli interventi e coordinare manifestazioni promozionali sulla nocciola, sulle tecniche di lavorazione e di diffusione del frutto”. Tuttavia, precisa: “E’ indispensabile che si realizzi l’iter di riconoscimento del marchio d’origine protetta della nocciola. Favorire l’attività commerciale, anche attraverso la costituzione di strutture commerciali di secondo grado. Stringere patti o gemellaggi con enti ed organizzazioni di carattere internazionale, nazionale, regionale e provinciali”.