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MANGIALAVORI (CDL) sull'istituzione di una commissione d'inchiesta sui tumori

MANGIALAVORI (CDL) sull'istituzione di una commissione d'inchiesta sui tumori
 

“Nella cosiddetta Prima Repubblica presso gli ambienti politici circolava un consolidato adagio per cui l’istituzione di una commissione era il modo migliore per eludere un problema. Gli epigoni di tale paradigma pare intendano porsi su un piano di continuità. La proposta del consigliere Domenico Bevacqua, immediatamente accolta dal gruppo Pd, sembra confermare tale assunto”.E’ quanto afferma il consigliere della Casa delle Libertà, Giuseppe Mangialavori per il quale: “tutt’altro che condivisibili sono le motivazioni addotte in merito all’istituzione di una commissione regionale d’inchiesta sui tumori registratisi in Calabria. Le ragioni di tale opposizione sono già state esaurientemente indicate dall’associazione ‘Articolo 32 Calabria’ che, da molti anni, s’impegna con competenza e passione per l’istituzione del Registro Tumori e che sul campo ha maturato specifiche e dettagliate competenze. Pienamente condivisibili risultano poi le eccezioni politiche espresse da Wanda Ferro in ordine a tale proposta. La reazione del collega Bevacqua, a tal riguardo - afferma Mangialavori - è apparsa eccessiva nei toni e fragile nella motivazione. I lavori svolti dalla III e dalla IV Commissione della precedente esperienza consiliare, lungi dal considerarsi intangibili ed esaurienti, offrono, evidentemente, una base solida e matura per gli ulteriori passaggi normativi” - evidenzia ancora l’esponente politico regionale.“Quanto alle spese connaturate al funzionamento di tale commissione, l’importo di 60 mila euro non appare del tutto irrilevante. In merito alle sue funzioni, inoltre, la commissione rischia lo sconfinamento in attività di pertinenza di altri organi e poteri pubblici. In sintesi, un argomento così delicato necessita di una buona e sollecita attività di regolamentazione giuridica sulla base degli elementi già in possesso dell’ente. Approfondimenti, rinvii, discussioni, esami, controesami - conclude Giuseppe Mangialavori - non giovano all’interesse pubblico che, sull’argomento, non può permettersi indecisionismi e dilatazioni temporali”.