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REGGIO presente agli Stati Generali dell'Esecuzione Penale

REGGIO presente agli Stati Generali dell'Esecuzione Penale

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L'Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Reggio Calabria ha partecipato, rappresentato dall'avv. Agostino Siviglia, Esperto Giuridico dell'Ufficio, su espressa delega del Sindaco Giuseppe Falcomatà, alla giornata di presentazione degli Stati Generali dell'Esecuzione Penale che si e' tenuta questo 19 maggio presso la Casa di Reclusione di Bollate -Milano.Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha fortemente voluto che si organizzassero questi sei mesi di lavori, che da giugno a novembre impegneranno in 18 tavoli multidisciplinari (dalla territorializzazione della pena, alla tossicodipendenza, fino alle donne detenute ed all'affettività in carcere), praticamente, tutti gli operatori dell'esecuzione penale (funzionari del dipartimento, magistrati, accademici, avvocati, garanti dei diritti dei detenuti, educatori, assistenti sociali, agenti di polizia penitenziaria, psicologi, volontari, esperti etc.), ha sottolineato nel suo intervento di presentazione degli Stati Generali dell'Esecuzione Penale che "il carcere fa parte della società e non e' una società a parte".Tesi questa rafforzata da tutti gli interventi che si sono susseguiti e che hanno dato così il via a quell'approfondimento tematico che si svolgerà con i diversi tavoli che ai stanno formando.Dopo la "conversazione di presentazione" degli Stati Generali una delegazione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, insieme ad alcuni Garanti, fra i quali l'avv. Siviglia in rappresentanza dell'Ufficio di Reggio Calabria, ha visitato il padiglione Italia di EXPO, che si trova proprio accanto alla Casa di Reclusione di Bollate -Milano, dove lavorano circa 100 detenuti dello stesso istituto penitenziario.Per vero, l'esperienza lavorativa dei detenuti e' una caratteristica peculiare del trattamento penitenziario di Bollate e, di certo, seppur in forma differente, Reggio Calabria con le sue due Case Circondariali (Arghillà e San Pietro), che non sono quindi Case di Reclusione, come Bollate (con detenuti cioè definitivi), quindi due istituti nei quali spesso i detenuti sono di "passaggio" per il processo (essendo ancora in fase di giudizio), diventa comunque cruciale stipulare le convenzioni per il lavoro esterno dei detenuti previste, in particolare, fra il Ministero della Giustizia e l'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), al fine di concretizzare, per un verso, il fine retributivo che la pena reca on se', cioè il detenuto con il suo lavoro, praticamente a costo zero, può "restituire" un'azione positiva alla società, rispetto a quella negativa commessa nei confronti della società stessa e, per altro verso, al fine di dare esigibilita' concreta a quel fine rieducativo e risocializzante statuito dall'art. 27 della Costituzione che e troppo spesso rimane solo una mera petizione di principio.Reggio Calabria, insomma, oggi presente a questo importante momento istituzionale nazionale, intende risolutamente porsi all'avanguardia sul tema della tutela dei diritti, anche e non marginalmente di quelli dei detenuti, nella consapevolezza che chi commette un errore, anche grave, deve trovare nelle istituzioni, prima di tutto quelle locali, un interlocutore ufficiale e credibile, perché la legalità e la giustizia vanno prima di tutto esercitate, quando le si vuole vedere praticare.