Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Vertenza ATAM, USB chiede tavolo di confronto

REGGIO. Vertenza ATAM, USB chiede tavolo di confronto
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“La scrivente Organizzazione sindacale, nell’esprimere la sua preoccupazione sul destino della società ATAM S.p.a., che allo stato attuale risulta essere abbastanza vago per le note vicende afferenti il debito causato dalle precedenti gestioni, nonché per il velleitario progetto di risanamento che l’attuale Amministratore unico ha perseguito dall’inizio della sua gestione che, ricordiamo, ha inciso solo sul salario dei dipendenti, che ha esposto l’azienda alle attenzioni del servizio ispettivo del DTL di Reggio Calabria per la maldestra applicazione del Contratto di solidarietà, che ha lasciato invariata un’organizzazione del lavoro che è stata una delle cause del disastro aziendale, chiede alle SS.LL in indirizzo, un urgente incontro al fine di apprendere quali progetti saranno realizzati nel caso in cui il tribunale di Reggio Calabria dovesse sentenziare il fallimento della società al fine di garantire i livelli occupazionali e salariali dei dipendenti, e il diritto alla mobilità dei residenti nella città metropolitana”. Così Aurelio Monte della Federazione regionale della Calabria USB Lavoro privato. “Qualora invece il tribunale di Reggio Calabria dovesse accettare il piano di risanamento finanziario proposto dal management di ATAM, che naturalmente resta il nostro auspicio, riteniamo sia necessario capire, a tutela del patrimonio pubblico e del servizio pubblico, come sarà accompagnato il conseguente piano di riorganizzazione aziendale, in particolare quali investimenti sono disponibili, per rilanciare realmente l’azienda o se dovranno essere ancora i lavoratori e le lavoratrici a supportare il tutto con ulteriori tagli del salario e con il peggioramento della condizione lavorativa. Resta inteso che nel caso di un mancato riscontro alla presente richiesta, saremo costretti, a tutela degli interessi dei nostri rappresentati, a proclamare un’ulteriore azione di sciopero che avrà effetti negativi sulle classi meno abbienti residenti nella città capoluogo di cui dovranno assumersi le responsabilità coloro che si negano al confronto.