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REGGIO. Presentato il volume di Don Domenico Concolino "Dio e i numeri incapaci"

REGGIO. Presentato il volume di Don Domenico Concolino "Dio e i numeri incapaci"
Si è svolta ieri a Reggio Calabria, presso la Sala Conferenze del Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia, la presentazione del volume a cura del teologo e filosofo Don Domenico Concolino, "Dio e i numeri incapaci", edito da Rubbettino.
Il testo, il cui sottotitolo "sulla relazione tra matematica e vita ecclesiale" vuole porre l'accento sul rapporto tra scienza e fede, si fregia di una prefazione di Jean-Pierre Grallet Vescovo di Strasburgo, città che ha ospitato il percorso didattico e di formazione ecclesiastica di Don Domenico, ad oggi cappellano dell'Università Magna Graecia di Catanzaro.
Il libro, presentato davanti un'imponente presenza di pubblico, tra cui molti studenti universitari, è arricchito dal contributo di Jacques Dupon, Procuratore Generale Ordine dei Certosini, e dalla postfazione curata da Mons. Vincenzo Bertolone, Vescovo di Catanzaro.
Gli interventi dei due relatori, Prof. Attilio Gorassini e del Prof. Massimiliano Ferrara, hanno introdotto la presentazione con la quale l'autore vuole spiegare come superare l'apparente contraddizione tra pensiero logico-matematico e lettura teologica del reale.
Il volume spiega il legame tra l'aritmetica e la fede vissuta, attraverso un'analisi filosofica del concetto di "numero". Esso viene concepito come "ritardo rispetto al percorso storico della fede", ovvero testimonia ciò che è accaduto, ciò che esiste, ciò che può essere visto, ma non ciò che può essere illuminato dalla fede. Don Concolino quindi, cerca di dare una spiegazione razionale di come la fede, non dovrebbe essere intesa come una pura tecnica di appropriazione del reale, ma piuttosto come un dono, un dono di luce che illumina la realtà che i numeri indagano. E se così non fosse, allora il numero conserverebbe in sé tutto il futuro dell'umanità.
La parte centrale del volume è concentrata sulla spiegazione della collocazione del "numero" all'interno dell'orizzonte spirituale e del vero. In altre parole i numeri, inseriti nella grande luce della fede, diventano strumenti fondamentali di vita e di reale, indicando la strada per un cammino di conoscenza approfondita, il cui risultato andrebbe confrontato e armonizzato col piano della fede creduta e quindi vissuta.
La fede vissuta, le decisioni che tutti i credenti, ogni giorno, sono chiamati a prendere davanti a Dio, sono attraversati continuamente dalla grazia divina e dell'esercizio del libero arbitrio dell'uomo. Per questo, la fede può subire evoluzioni e involuzioni, può cresce e diminuire, ma nel campo della statistica non può pretendere assoluto valore predittivo, non può avere l'ultima parola.
Per questa serie di considerazioni, secondo Don Domenico, si apre una chiave di lettura nuova nel rapporto tra pensiero matematico e pensiero teologico: la luce della fede legge il mondo dei numeri, e aiuta ad evidenziare valori e sentimenti che altrimenti resterebbero nell'oblio. Cita le parole di Papa Ratzinger nei confronti del matematico Odifreddi: "Nella sua religione matematica, tre temi dell'esistenza umana restano non considerati: la libertà, l'amore e il male."
La parte finale del testo è caratterizzato dalle conclusioni dello studio di don Domenico sulla relazione tra matematica e vita ecclesiale. Lui sostiene che il matematico, restando nella sua sfera di riferimento, può dare un grosso contributo a coloro i quali nel nostro tempo sono i portatori della Parola di Dio, fotografando i fenomeni analizzati, ma l'uomo di fede possiede uno sguardo più articolato e complesso, uno sguardo – l'autore lo definisce – di vita e di speranza.
Un passaggio, forse il più toccante e più l coinvolgente, è stato riservato alla dedica del libro. Don Domenico Concolino l'ha dedicato a tutti quei giovani che, come lui, vivono da vicino l'esperienza del Movimento Apostolico.