La mirata attività svolta dai finanzieri ha permesso di sottoporre a controllo una grossa azienda nel catanzarese, condotta da soggetti di nazionalità cinese, esercente il commercio al dettaglio di abbigliamento e articoli casalinghi, provenienti, in gran parte, dal mercato asiatico. Tra i prodotti sequestrati, dunque, ve ne erano alcuni particolarmente nocivi, noti come "similalimenti", la cui vendita è vietata dato che possono essere facilmente scambiati, soprattutto dai più piccoli, per alimenti veri e ingeriti.Inoltre, moltissimi prodotti rinvenuti nei locali dell'azienda ispezionata riportavano il logotipo "CE", acronimo della dicitura "china export", caratterizzato tuttavia da veste grafica - sia per dimensioni, che per colore - del tutto ingannevole. Ciò, in quanto il simbolo predetto risultava molto simile e, quindi, confondibile col contrassegno di conformità europea "CE" (european conformance), previsto per individuare facilmente tutti i prodotti che hanno positivamente superato gli stringenti controlli qualitativi richiesti per essere commercializzati sul territorio dell'Unione Europea.
Questo stratagemma permette a molti operatori commerciali senza scrupoli di ingannare i consumatori finali europei, che notando il simbolo "CE" sulle confezioni dei prodotti, si convincono erroneamente che gli stessi abbiano i rigorosi requisiti qualitativi e di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria vigente. Infine sono stati parimenti rinvenuti e sequestrati amministrativamente ulteriori articoli, per violazioni concernenti la mancanza di sufficienti indicazioni di sicurezza e di provenienza, delle istruzioni d'uso e di altri dati indispensabili a garantire la completa informazione della clientela, in merito alle caratteristiche ed alla composizione dei beni in vendita.