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CORBELLI. Legge elettorale regione incostituzionale: si sciolga il Consiglio e si torni al voto

CORBELLI. Legge elettorale regione incostituzionale: si sciolga il Consiglio e si torni al voto
"Nel rispetto della Legge e della Costituzione sto, quale parte lesa e unico Gruppo Politico legittimato a poter intervenire, per chiedere alla Corte Costituzionale di riconoscere l'incostituzionalita' della nuova legge elettorale calabrese, approvata lo scorso anno in regime di prorogatio, e di notificare e chiedere alle autorita' preposte l'avvio dell'iter per la decadenza del Consiglio regionale della Calabria". Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli.   "Un esito - aggiunge - questo pressoche' scontato, come conferma il recentissimo precedente della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la nuova legge elettorale dell'Abruzzo perche' approvata in regime di prorogatio. Dopo aver, lo scorso anno, con la mia battaglia per le primarie istituzionali, fatto candidare ed eleggere Presidente, Mario Oliverio, che nessuno voleva nel Pd e nel centrosinistra, oggi sto per mandarlo a casa insieme al Consiglio regionale, nell'assoluto rispetto della legge. Una nuova battaglia di giustizia che, cosi' come abbiamo fatto lo scorso anno per le primarie istituzionali, abbiamo il dovere di fare a difesa della legalita' e nell'interesse esclusivo della Calabria".   Corbelli spiega "che Diritti Civili e' l'unico Gruppo Politico legittimato a presentare il ricorso alla Consulta, perche' e' parte lesa e perche' la Corte Costituzionale non puo' non accogliere l'istanza, dichiarare l'incostituzionalita' della legge che comportera' l'inevitabile scioglimento del Consiglio regionale calabrese. A legittimare l'iniziativa di Diritti Civili e' il palese, oggettivo e grave danno subito per la modifica della legge elettorale. Tra gli altri questi i tre punti contestati: l'innalzamento della soglia di sbarramento per entrare in Consiglio portata all'8% per ogni coalizione; il passaggio dal voto disgiunto al voto congiunto e la mancata elezione a consigliere regionale del candidato presidente arrivato secondo. Tre modifiche illegittime che hanno di fatto reso impossibile al Gruppo Diritti Civili di poter sperare di entrare in Consiglio regionale".   "Da qui il ritiro della Lista Diritti Civili dalle Primarie istituzionali - conclude Corbelli - e quindi la mancata candidatura della stessa Lista alla Presidenza della Regione alle elezioni del 23 novembre 2014".