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REGGIO. Marcianò: "forti timori per le sorti del mercatino dell'usato"

REGGIO. Marcianò: "forti timori per le sorti del mercatino dell'usato"
 

“In una città in cui apparire e indifferenza viaggiano su un binario parallelo  nulla  è escluso, neanche  lo smantellamento del ‘mercatino delle pulci’ dell’area  in fregio alla Pineta Zerbi.  In questo spazio  di tremila e cinquecento metri quadri, settimanalmente,  avviene uno scambio socio-commerciale   che ormai fa parte  della  tradizione cittadina diventata  un importante sostegno ad  un’economia di nicchia e consente alle classi meno abbienti di acquistare  merce di vario genere senza incidere più di tanto sui bilanci familiari. Tranciare queste radici per negligenza dell’Amministrazione comunale  di sinistra è come infliggere  una coltellata al cuore di una città alle prese con un impressionante impoverimento che, come mai nella sua storia, ha raggiunto il punto di non ritorno”.  

Michele Marcianò, consigliere provinciale, esprime un forte timore sul futuro del mercatino dell’usato  e, nel denunciare  l’inadempienza dell’Ente di palazzo san Giorgio, rivolge un invito ai cittadini a dare vita ad un’attiva forma di vigilanza  tesa ad impedire il perpetuarsi della logica del depauperamento del territorio.   Per il segretario questore del Consiglio provinciale “la mancata nomina del rappresentante del Comune, non solo impedisce la convocazione  per l’indizione del tavolo tecnico, previsto nel protocollo d’intesa firmato il 21 gennaio di quest’anno tra Ferservizi (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) e il Comune di Reggio, al quale l’area della Pineta Zerbi dovrà essere concessa in comodato d’uso, ma produce anche il rischio dello sfratto  di quanti utilizzano questo sito strategico per attività espositiva, scambi culturali e il classico mercatino delle pulci. Difficile – conclude Michele Marcianò – comprendere la ratio di questo agire politico dell’Amministrazione Falcomatà che non riesce ad affrontare i reali problemi di una città ormai allo stremo delle forze, abbandonata com’è  finanche dal Governo centrale”.