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VIBO. Consiglio straordinario sulla Dieta Mediterranea, il Pd stigmatizza l'iniziativa

VIBO. Consiglio straordinario sulla Dieta Mediterranea, il Pd stigmatizza l'iniziativa

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«Esprimiamo tutta la nostra perplessità e la nostra contrarietà alla convocazione per il prossimo 6 ottobre alle ore 15.30, di una seduta straordinaria e aperta del consiglio comunale di Vibo Valentia per discutere dell’istituzione della Fondazione della dieta mediterranea italiana».

È quanto affermano, in una dichiarazione congiunta, il segretario di federazione del Partito democratico, Michele Mirabello, il segretario del circolo di Vibo Valentia, Stefano Soriano, il capogruppo del Pd, Antonio Lo Schiavo, e tutti i componenti del gruppo consiliare “Pd e indipendenti” eletti nell’assemblea cittadina.

«Riteniamo che - aggiungono i firmatari del documento -, in un momento in cui la città soffre particolari disagi e gravissimi problemi, convocare addirittura un consiglio comunale aperto per discutere di dieta mediterranea non faccia altro che confermare, ancora una volta, l’evidente scollamento dell’attuale maggioranza che guida il comune dalla vita reale dei cittadini e dai veri problemi di Vibo Valentia. Sarebbe più utile e opportuno che la maggioranza dimostrasse analoga attenzione e sollecitudine nell’affrontare le tante urgenze che ancora attendono soluzione e non si utilizzasse invece il consiglio comunale, la cui convocazione comporta tra l'altro costi per l'ente, come sede di discussione di problemi che non interessano la vita dei cittadini vibonesi. Più che di dieta mediterranea ci saremmo aspettati che il consiglio comunale aperto fosse convocato per discutere le priorità amministrative della città, come, ad esempio, il mancato avvio delle mense scolastiche, i ritardi nell'erogazione dei servizi legati alle politiche sociali, la cronica carenza di acqua potabile, la mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani. Disagi rispetto ai quali, a quattro mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione, non s’intravede per il momento alcuna via d’uscita, confermando peraltro come nessun vero segnale di cambiamento amministrativo sia stato avviato dalla giunta Costa».