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Ergastolano di Casignana in semilibertà arrestato per usura

Ergastolano di Casignana in semilibertà arrestato per usura
E' stato rinviato a giudizio Pasquale Potorti, 64enne originario di Casignana (Reggio Calabria), indagato dalla Direzione investigativa antimafia, coordinata dal pm Federico Manotti, per usura, estorsione e intestazione fittizia dei beni. Potorti aveva fatto parte nell'ottobre del 1977 del commando che cerco' di far evadere il bandito Cesare Chiti durante un trasferimento dal carcere di Marassi (Genova): durante l'assalto, a colpi di mitra, venne ferito a morte il carabiniere Ruggero Volpi. venne condannato all'ergastolo per concorso in omicidio e traffico di stupefacenti.    
 
Insieme a lui sono state rinviate a giudizio altre tre persone: un complice che lo avrebbe aiutato nel giro di usura e il figlio e la sorella a cui aveva intestato fittiziamente i beni (tre auto di lusso e due moto oltre a 300 mila euro).        
 
Secondo quanto emerso dalle indagini, avevano 'strozzato' un imprenditore di Asti, chiedendogli un tasso usuraio del 60% all'anno. L'imprenditore, per pagare gli interessi, aveva dato anche una collezione di orologi e 11 quadri del valore di circa 110 mila euro. Potorti e' anche accusato di estorsione nei confronti di un uomo dal quale si sarebbe fatto consegnare 10 mila euro per lasciare in pace la fidanzata.   
 
Potorti era in regime di semiliberta' quando ha iniziato la sua attivita' di usuraio. Per il fisco e per gli inquirenti era un nullatenente ma gli inquirenti hanno scoperto che in realta' quei beni erano rimasti alla sua famiglia.