Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Falcomatà ricorda Adele Cambria

REGGIO. Falcomatà ricorda Adele Cambria
 

 

 

Adele Cambria ha amato la nostra città in modo viscerale, anche se il suo rapporto con i reggini è stato per molti versi conflittuale; tornava a Reggio solo d’estate per trascorrere le vacanze nella sua spiaggia prediletta a Catona, ma seguiva da Roma tutte le vicende cittadine con attenzione e non mancava di discuterle e di commentarle anche dalle colonne dei giornali con cui collaborava. È stata certamente una delle più grandi giornaliste italiane, vera pioniera del giornalismo al femminile con Camilla Cederna e Oriana Fallaci e ha lavorato per tutti i più importanti giornali italiani, per il cinema e per la Rai. Scrittrice, attrice, autrice di teatro e di televisione, è stata tra le fondatrici del movimento femminista nazionale.

 

L’ho incontrata parecchie volte negli ultimi anni e mi affascinava la naturalezza con la quale raccontava innumerevoli aneddoti che riguardavano i più grandi nomi della cultura italiana: Pasolini, Moravia, Morante, Nicolini erano tra i suoi amici più cari e per anni è stata protagonista indiscussa del dibattito politico e culturale italiano. Aristocratica dall’animo popolare non mancava di levare la sua voce ogni qualvolta vedeva in pericolo la libertà d’espressione, arrivando a dirigere il quotidiano “Lotta Continua” al fine di garantirne l’uscita, pur non condividendone la linea politica. Nel suo ultimo libro “In viaggio con la zia”, una via di mezzo tra il romanzo di formazione e il diario di viaggio tra i luoghi della Magna Grecia, immagina di accompagnare le due giovani nipoti alla foce del Calopinace, nell’area del Tempietto appena recuperata, per rintracciare le origini greche della nostra città: “Scendiamo verso la nuova rotonda sul mare… È stata l’ultima idea del Sindaco, restituire alla città la consapevolezza delle sue origini… E le origini mitiche di Reggio sono nella tragedia greca, ragazze mie… Venite a vedere il monumento a una vite abbracciata a un fico selvaggio…”. 

 

Il patrimonio culturale e morale di Adele Cambria non deve essere assolutamente disperso e il compito di questa Amministrazione sarà di far sì che venga trasmesso alle nuove generazioni con l’ausilio delle istituzioni scolastiche della città metropolitana. La lezione delle lotte degli anni sessanta e settanta, che hanno visto Adele protagonista, deve trasformarsi in un intenso messaggio per i nostri giovani che li metta in condizione di acquisire coraggio e consapevolezza riguardo le scelte future.

 

Giuseppe Falcomatà