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REGGIO. Caracciolo (FI) presenta interrogazione a Falcomatà sul declassamento dell'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati

REGGIO. Caracciolo (FI) presenta interrogazione a Falcomatà sul declassamento dell'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati
 

REP

  “Il consigliere comunale Mary Caracciolo ha presentato, come prima firmataria, insieme a tutti i consiglieri di minoranza un’interrogazione al Sindaco della città sul declassamento dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati di Reggio Calabria”.  

“Dal 9 Novembre 2015 – dichiara – è iniziato in Parlamento l’esame della proposta di legge Atto Camera 1039 “Disposizioni recanti modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (Testo unificato)”, la quale prevede al capo V art. 23 che la sede principale dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata sia Roma e non più Reggio Calabria, declassata a sede secondaria. Nonostante l’opposizione consiliare abbia presentato una mozione al fine di sostenere misure atte a scongiurare tale ipotesi, la maggioranza ha ben pensato, nella seduta del 22 ottobre scorso, di “bocciare” tale iniziativa senza addurre valide motivazioni se non il colore politico dei promotori”.

 

“Tale modifica è stata voluta e inserita dalla brillante Onorevole Rosy Bindi durante l’esame in Commissione Giustizia. Nonostante la Bindi sia stata eletta in Calabria la ricorderemo, quindi, oltre che per le sue passerelle da candidata e da commissaria Antimafia anche per questo ennesimo atto discriminatorio nei confronti della città e di un’intera Regione. Un tale atteggiamento da parte del Partito Democratico e dei suoi esponenti non è più accettabile. Quotidianamente, ormai, i parlamentari e membri del governo producono atti che danneggiano e umiliano la nostra città. Per questo motivo – concludono – chiediamo al Sindaco Falcomatà, attraverso un atto ufficiale, quali sono le azioni tecniche e politiche che intende assumere per scongiurare l’ennesimo “stupro” da parte dei suoi compagnoni di partito che non ha mai smesso di osannare”.