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Calabria. Paolini (PSE): "dopo anni di commissariamento, Sanità sempre più giù"

Calabria. Paolini (PSE): "dopo anni di commissariamento, Sanità sempre più giù"
 

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"E’ un fatto che la Regione Calabria e l'Ufficio del Commissario al piano di rientro ,abbiano fatto di tutto in questi anni per incrementare il danno erariale derivante dalla morosità nei pagamenti ( certificati da sentenze, lodi arbitrali , da ultimo la decisione sulla fondazione campanella) e che non abbiano fatto invece niente di serio e di concreto per riorganizzare e razionalizzare la sanità calabrese che continua ad essere fanalino di coda nelle rilevazioni nazionali sulla qualità dei servizi offerti. La pubblicazione dei risultati emersi dal Tavolo degli adempimenti del ministero della Salute, colloca la Calabria al penultimo posto tra le regioni d’Italia nella classifica dei Lea - Livelli essenziali di assistenza - e ripropone e restituisce con esattezza l’esigenza rappresentata dal consiglio comunale di Cosenza del 23 ottobre scorso in un documento approvato a larghissima maggioranza con cui si chiedeva al Governo nazionale di dichiarare al più presto la cessazione della fase commissariale e la restituzione al Consiglio ed alla Giunta regionale di prerogative, diritti e funzioni che loro competono per il governo del servizio sanitario regionale.

 

Dopo sei anni di commissariamenti e piano di rientro, la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini calabresi non ha fatto un solo passo in avanti. Al contrario è regredita aggravando in molti casi le criticità e le inadempienze segnalate da anni ma mai affrontate e risolte. In questo scenario allarmante è inutile stracciarsi le vesti se sentenze, lodi arbitrali e decreti ingiuntivi sono sempre di segno negativo per la Pubblica Amministrazione. E’ demagogico ed altamente dannoso chiedere ex post controlli, verifiche, accertamenti ed istruttorie che andavano fatte ex ante. Occorre semplicemente mettere un punto e resettare tutta l’organizzazione del sistema che presiede ai servizi sanitari. I controlli non possono essere affidati al controllato. Devono essere svolti – con il massimo rigore - da un ente terzo ed imparziale. Per intenderci: se il controllore è l’ASP, succederà ciò che successo sinora e cioè nessun controllo – e tanti sprechi – nei confronti delle strutture della stessa ASP (che dovrebbe controllare se stessa) le quali vengono pagate puntualmente (come è sacrosanto).- Controlli invece giustamente costanti nei confronti delle strutture a gestione privata alle quali vengono però riservati tagli iniqui e pretestuosi (come nel caso clamoroso dell’AIAS) e morosità imponenti. La conseguenza è il contenzioso e l’obbligo di pagamento di interessi, danni e spese legali tutte prelevate dalle tasche dei cittadini. La politica indecente sinora ha ragionato così; tanto il danno arriva sempre dopo, quando al governo c’è qualcun altro. Ma ora siamo al capolinea e la politica deve fare un salto di qualità se vuole riacquisire credibilità.

   

Enzo Paolini