Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Ethos chiede l'installazione delle "Case dell'acqua"

REGGIO. Ethos chiede l'installazione delle "Case dell'acqua"
 

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In queste settimane di emergenza idrica a Messina, emergenza causata da ragioni di forza maggiore, ma alimentata da decenni di cattiva amministrazione, tra le risorse a cui i messinesi hanno in parte attinto per soddisfare l’esigenza di acqua potabile, ci sono state (e continuano ad esserci) le c.d. “Case dell’Acqua”. Cosa siano le Case dell’Acqua, come funzionino, a cosa servano, quali siano i costi ed i benefici per utenza ed Amministrazione lo abbiamo scritto e detto in diverse occasioni nel corso di questi ultimi due anni, tanto da inserire questa proposta nel programma elettorale. Tuttavia, malgrado le continue dimostrazioni di utilità, qualità e risparmio che queste semplici ed economiche soluzioni offrono, a Reggio le “Case dell’Acqua” non vengono minimamente considerate dagli amministratori pubblici. Più volte abbiamo chiesto al Sindaco protempore di approfondire la questione, documentandosi ed informandosi presso le amministrazioni comunali di Messina e di Villa San Giovanni affinché fonti istituzionali descrivano realmente pregi e difetti di tali distributori di acqua potabile a 0.03 di euro per ogni litro di liquido dispensato. Ma, ad oggi, tutto tace, nonostante una specifica petizione on line – ancora in corso – abbia raccolto centinaia di firme sul tema. In tutto il mondo, organizzazioni internazionali e singoli Stati stanno affrontando molto seriamente la questione “acqua”, ben sapendo che, visti i ritmi di crescita della popolazione, i mutamenti climatici e gli enormi sprechi idrici, una delle sfide future sarà proprio l’approvvigionamento di H2O, soprattutto in termini di raccolta, erogazione, distribuzione e potabilità. Anche Reggio, indipendentemente dalle solite, demenziali, dannosissime lotte di potere e di appartenenza politica e del livello di competenza, capacità ed intraprendenza dei rappresentanti istituzionali comunali, il problema “acqua” esiste e continua a condizionare la vita di ogni singolo abitante della Città che, giusto per rinfrescare un po’ la memoria, è una delle Città Metropolitane della nostra Repubblica. L’installazione, in determinati e strategici punti della Città, di queste casette dell’acqua potabile ovviamente non risolverebbe il problema idrico reggino, ma contribuirebbe, in maniera cospicua e sostanziale, a ridurre le spese per le famiglie ed i costi di smaltimento delle bottiglie di plastica per l’Amministrazione, permettendo anche di reperire importanti fondi da destinare alla sostituzione ed alla manutenzione della reta idrica cittadina, composta, in molti suoi tratti, dalle vecchie e logore tubazioni zincate, che causano la perdita di oltre il 50% dell’acqua immessa nella condotta di distribuzione comunale. Tuttavia, in attesa che qualcuno al Comune faccia qualcosa in tal senso, al momento è necessario “accontentarsi” dell’istinto di qualche imprenditore privato, che proprio qualche giorno fa ha inaugurato la prima Casa dell’Acqua (privata) a Reggio Calabria...meglio tardi che mai!

 

Giuseppe Musarella