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NICOLO' su rapporto semestrale Bankitalia: "Calabria regione più povera del Paese"

NICOLO' su rapporto semestrale Bankitalia: "Calabria regione più povera del Paese"
 

Il quadro economico-sociale che emerge dal Rapporto semestrale di Bankitalia sull’economia calabrese, in base a cifre e numeri allarmanti, rivela che c’è un Sud nel Sud del Paese che stenta a imboccare la strada giusta per superare la crisi. Ancora una volta - afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Alessandro Nicolò -  i proclami della Giunta regionale ed il suo interminabile ottimismo di stampo elettoralistico, sono clamorosamente smentiti da studi e indagini statistiche autorevoli. E le rivelazioni della Banca d’Italia - prosegue Nicolò - sono ulteriormente gravi, se si considera che mentre le altre regioni del Mezzogiorno hanno imboccato un percorso virtuoso, la Calabria, sul piano dell’occupazione e dello sviluppo in particolare modo, segna un peggioramento inequivocabile che la confermano quale regione più povera del Paese. Il premier Renzi aveva promesso che della Calabria avrebbe fatto ‘la madre di tutte le battaglie’ e la Giunta calabrese presieduta da Oliverio, un giorno sì e l’altro pure annuncia successi su più fronti. Promesse e successi che si scontrano con una realtà sociale estremamente drammatica che vedono, come mai era accaduto, una Calabria sempre più sola nel Paese e nello stesso Mezzogiorno. Si è vista - aggiunge il capogruppo di Forza Italia -  l’incoerenza plateale del Governo, che nella legge di Stabilità non ha introdotto alcun provvedimento specifico per ridurre il divario Nord-Sud mentre il ‘masterplan’ per il rilancio del Sud è un insieme ingarbugliato di promesse e giri di parole da cui non c’è attendersi niente di concreto”. Conclude Nicolò: “La beffa peggiore per la Calabria, tuttavia, la si intravede quando si osservano le inadempienze per lo sviluppo del porto di Gioia Tauro che, secondo Bankitalia, non solo non cresce ma registra per il 2015 un declino delle movimentazione di container nella misura del 15,2 per cento rispetto all’anno precedente. Qui si tocca con mano il pressappochismo del Governo e l’incapacità del governo della Regione di imporre sui tavoli nazionali l’urgenza di fare sul serio per un’infrastruttura che se valorizzata potrebbe creare ricchezza per la Calabria ed il Paese”