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REGGIO. Esposto del M5s sul concorso primario Cardiochirurgia: "criteri manifestamente clientelari"

REGGIO. Esposto del M5s sul concorso primario Cardiochirurgia: "criteri manifestamente clientelari"
 

Le deputate M5s Dalila Nesci e Federica Dieni hanno trasmesso un esposto alla Procura di Reggio Calabria e alla Corte dei conti, in merito al «concorso pubblico per la direzione dell'Uoc di Cardiochirurgia di Reggio Calabria». A loro avviso nel relativo bando vi sarebbero, indipendentemente dai concreti comportamenti dei vertici dell'Azienda ospedaliera, «criteri di tipo manifestamente clientelare». Ripercorrendo le lungaggini per l'attivazione della Cardiochirurgia reggina ed evidenziando il conseguente danno erariale di 40 milioni già rilevato dalla Guardia di Finanza, le due parlamentari hanno censurato il bando di concorso, in quanto per la valutazione del curriculum è previsto un massimo di 40 punti e per la valutazione del colloquio un massimo di 60 punti; il che a loro avviso non consente di selezionare il candidato primario in assoluto migliore. Sulla questione c'è già un'interrogazione 5 stelle, presentata da Nesci lo scorso 16 novembre e rivolta ai ministri della Salute e dell'Economia. «È evidente – hanno rappresentato le due parlamentari 5 stelle alla magistratura ordinaria e contabile – che l’accertamento delle capacità gestionali, organizzative e di direzione dell’aspirante viene compiuto con assoluta discrezionalità dall'apposita commissione e sulla scorta di un mero colloquio, da cui può derivare finanche un maggiore punteggio rispetto al curriculum professionale del singolo candidato, addirittura aumentato del 50% rispetto al valore del corrispondente massimale». «Si segnala – hanno scritto Nesci e Dieni nell'esposto – che l'azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza ha stabilito, in analoghi, recenti avvisi la proporzione del 50% dei punti per il curriculum e del 50% per il colloquio. La specifica ripartizione adottata dall'Azienda ospedaliera di Reggio Calabria ricalca pedissequamente quella dell'analogo avviso dell'ospedale Niguarda di Milano».