Direttore: Aldo Varano    

COSENZA. 8 Marzo a teatro "Rinvio a giudizio" per celebrare le donne

COSENZA. 8 Marzo a teatro "Rinvio a giudizio" per celebrare le donne
 

Si terrà presso il DAM Dipartimento Autogestito Multimediale, martedì 8 marzo dalle ore 17.30 in poi, l'evento organizzato nell'ambito del progetto “Pazzi per la Radio 2 – Fuori la Voce” sostenuto da Fondazione con il Sud e  realizzato dall'OdV BE EQUAL Cosenza. La seconda parte del titolo del progetto ci porta all'esterno del famoso programma radiofonico del sabato mattina  su Radio Ciroma, e ci indica come parlare alla  comunità : uscendo “fuori” la radio e realizzando in maniera diversa la comunicazione sociale. L'associazione Be Equal ha scelto di raccontare  di donne e di farlo attraverso il teatro sociale e civile. Il programma dell'iniziativa prevede una performance teatrale con  LA COMPAGNIA DEI ROZZI, che presenteranno un lavoro da loro scritto e portato in scena per la prima volta sul palco del DAM – UNICAL - Edificio il Polifunzionale.  L'opera,  inedita,  ha per titolo “RINVIO A GIUDIZIO”, un testo da scoprire e collegato al tema de “ La giornata della donna” Si parlerà quindi di  donne, ma anche di diritti, civili ed umani, e si traccerà un percorso che parte dalla violazione dei  diritti umani in ambito pubblico e privato attraverso varie condotte misogine, quali i maltrattamenti, la violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale, fino ad arrivare alla messa in pericolo della stessa democrazia. Diritti umani, dunque, da  quando a  partire dagli anni '60 si è diffusa nel mondo una nuova coscienza sulle diverse forme di discriminazione contro le donne e sono sorte molte organizzazioni dedicate a questo tema. Nel 1973, al fine di rendere vincolante la Dichiarazione sull'eliminazione delle discriminazioni contro le donne, adottata dall'Assemblea generale dell'Onu il 7 novembre 1967, si è pensato all'elaborazione di una convenzione, quale strumento unico, completo e vincolante a livello internazionale per eliminare le discriminazioni contro le donne: la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (Cedaw) è stata adottata dall'Assemblea generale il 18 dicembre 1979 L'Italia ha ratificato la Cedaw il 10 giugno 1985 e ha aderito al Protocollo opzionale. Con questa ratifica gli stati assumono precisi obblighi perché le donne possano godere in concreto dei loro diritti fondamentali: essi non solo devono introdurre modifiche normative che rimuovano le situazioni di disuguaglianza, ma devono anche e soprattutto promuovere un cambiamento culturale per il riconoscimento della libertà di scelta della donna e della tutela della sua integrità psicofisica. La Cedaw obbliga infatti gli stati che l'hanno sottoscritta a riconoscere l'uguaglianza giuridica tra uomini e donne, abolire le leggi discriminatorie, contrastare la violenza di genere, eliminare gli stereotipi associati ai ruoli tradizionali di uomini e donne nella famiglia e nella società,istituire tribunali e istituzioni pubbliche per assicurare una protezione effettiva contro ladiscriminazione. Dal punto di vista giuridico, i diritti umani sono un insieme di diritti che consuetudini e trattati internazionali attribuiscono in linea di principio ad ogni persona, indipendentemente dalla cittadinanza, dal sesso, dalla religione, dalla condizione sociale e da altri fattori discriminanti. Essi vanno al di là dei diritti del cittadino, in quanto sono universali; e nemmeno coincidono con quelli dei popoli, poiché appartengono tutti all'individuo, anche quando, per loro natura, debbano essere esercitati in forma collettiva la forma estrema della violenza di genere contro le donne, prodotto dalla violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato attraverso varie condotte misogine.  E' questa la piattaforma sulla quale sviluppare l'evento teatrale dedicato all'otto marzo. Parlare di violenza sulle  donne e di diritti umani. Perchè sia sempre più stretto il legame fra i due termini e  appare sempre più evidente che,  la violazione di questi diritti, coinvolge l'intera società.