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BARBANTI (PD) su Beni culturali: "Tempio di Kaulon va salvato"

BARBANTI (PD) su Beni culturali: "Tempio di Kaulon va salvato"
 "Mentre si sta per entrare nel periodo caldo delle consultazioni referendarie, propedeutico a quello bollente delle consultazioni amministrative che in molti comuni della Calabria vedranno impegnati tutti gli schieramenti ad accusarsi ed attribuirsi responsabilita', un pezzo di Calabria e di storia muore nell'indifferenza di tutti. E' l'area archeologica Paolo Orsi ed in particolare l'unita' abitativa Casa Matta dove all'interno e' contenuto il grande mosaico dei draghi e dei delfini, opera dal valore inestimabile considerati: 'quell'ammasso di pietre e ruderi sommersi dall'erba alta' lungo la strada che porta a Monasterace, una testimonianza del nostro glorioso passato storico-culturale lasciato in bali'a degli elementi e dei pochi turisti che passeggiando sulla spiaggia si portano via il 'ricordino' della vacanza, saccheggiando l'enorme patrimonio abbandonato". Lo dichiara in una nota il deputato del Partito democratico Sebastiano Barbanti, il quale aggiunge: "Sulla spiaggia, spenti i riflettori che hanno portato i network televisivi piu' importanti del mondo a documentare la distruzione portata dal ciclone Nettuno al Tempio Dorico di Kaulon, poco o niente e' stato fatto - afferma il parlamentare - nonostante i fondi siano stati stanziati e giacciano fermi, si dice, per un contenzioso tra le aziende che hanno partecipato alla gara d'appalto. Di solito, al calare della tempesta, l'indignazione dei benpensanti e della cosiddetta antipolitica si spegne subito dopo che il giornalista rivolge la telecamera verso un argomento piu' gustoso, e per i 'funzionari anticasta', mediaticamente piu' appetibile. Rimangono sul territorio locale, abbandonate ad ululare alla luna, le associazioni locali, i comitati e - prosegue il deputato Pd - i pochi cittadini che considerano questi massi e questi ruderi una risorsa ed un bene da preservare per chi verra' dopo di loro, con l'auspicio per i loro eredi di aver una predisposizione maggiore alla tutela ed al rispetto dei beni storico-archeologici di quella che hanno avuto i loro genitori. Dalla prossima settimana interessero' direttamente - annuncia Barbanti - la Soprintendenza dei Beni architettonici e paesaggistici per capire in primis come mai i fondi stanziati sono bloccati da contenziosi burocratici in barba all'urgenza della salvaguardia del sito ed in seconda battuta quali iniziative ha in progetto la Soprintendenza per la totalita' del sito, perche' ad oggi i cittadini hanno la sensazione che questi 'massi coperti da erba alta' siano considerati - conclude il parlamentare - piu' un peso dall'ente in questione, che non una opportunita' turistica per il territorio".