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REGGIO. 'Ndrangheta, Prefetto: "lo Stato sta mostrando il suo lato forte"

REGGIO. 'Ndrangheta, Prefetto: "lo Stato sta mostrando il suo lato forte"
 "A Reggio e nella sua provincia, lo Stato sta mostrando il suo volto forte". Lo ha detto il prefetto, Claudio Sammartino, nel corso di una conferenza stampa alla presenza dei responsabili dell'ordine pubblico, riassumendo l'attivita' di contrasto e di prevenzione nei confronti della ndrangheta e dei fenomeni criminali. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, il Prefetto, coadiuvato dal questore Raffaele Grassi e dai comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, Lorenzo Falferi e Alessandro Barbera, ha reso noto il bilancio di "focus 'ndrangheta" e delle azioni di repressione contro il caporalato. Tredici le operazioni interforze di contrasto al caporalato e al lavoro nero e illegale messe a segno nella provincia, ultima in ordine di tempo, quella di oggi a Bovalino, con 80 aziende controllate, di cui una legata alle cosche di 'ndrangheta, 558 persone controllate e sanzioni amministrative elevate per un importo di 360 mila euro. Secondo Sammartino, "lo Stato a Reggio Calabria ha messo in moto una massiccia e tempestiva azione per riconquistare il territorio. Tra gennaio e marzo solo nella locride sono stati impiegati 3.800 uomini e 1.300 mezzi. Non passa un giorno che non ci sia un'azione di penetrazione del territorio e non c'e' quartiere della citta' che non venga messo sotto torchio". "A Reggio Calabria - ha detto il questore Grassi - c'e' una squadra operativa forte", ha ribadito il questore Grassi. Secondo il comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Alessandro Barbera, "si sta lavorando ad una vera e propria aggressione dei privilegi che per anni sono stati appannaggio della 'ndrangheta". Risultati, per il colonnello Falferi, che sono frutto di "una visione chiara delle linee d'azione: l'attivita' informativa e investigativa, accompagnata da una puntuale conoscenza del territorio". Restando ai dati, nel 2015 sono state 18 le interdittive antimafia e sei quelle registrate nel 2016, "ma molte - ha spiegato il prefetto - sono in attesa di istruttoria". Colpiti dai provvedimenti, soprattutto, "i settori che costituiscono le attivita' economiche di questo territorio: dal commercio, all'edilizia". Sul fronte terrorismo, il questore Grassi ha spiegato che il "'rischio zero' non esiste ed ogni segnale va valutato. Attualmente non si registrano fatti concreti di pericolo nel reggino".