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SCULCO (CiR) sulla sanità: "il consiglio regionale eserciti controllo e vigilanza"

SCULCO (CiR) sulla sanità: "il consiglio regionale eserciti controllo e vigilanza"
 

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“Finalmente il Consiglio regionale discute di sanità. Era ora! Per troppo tempo la discussione sul tema non è stata affrontata nella sua sede naturale e anche noi, molti di noi consiglieri regionali siamo stati, purtroppo, costretti ad esprimerci, più volte, sugli organi di stampa, correndo il rischio di aggiungerci altro disordine al disordine generale che su questo argomento si è generato”. E’ quanto ha asserito il consigliere regionale Flora Sculco (capogruppo di Calabria in rete) che ha aggiunto: “Oggi, il Consiglio regionale, che è l’istituzione democratica più alta e rappresentativa della Calabria e dei calabresi e che finora è stata incredibilmente tenuta in disparte, devo dire anche per sua responsabilità, può occuparsi di sanità e mi auguro possa farlo non secondo logiche divisorie e di parte e neppure in maniera occasionale, saltuaria, strumentale e fine a se stessa. È un tema troppo importante, e non sarà sufficiente un solo Consiglio ma bisognerà soffermarsi ancora, il Consiglio e tutte le sue articolazioni, ancora tante altre volte su questo tema che è il cuore delle problematiche che interessano e riguardano l’intera Regione, e che coinvolge tutti i cittadini, senza eccezione alcuna ed è l’obiettivo principale su cui indirizzare impegno, serietà, responsabilità e massima attenzione. Io stessa più volte e sin dal mio primo intervento in quest’aula ho avuto modo di dire come, su questo tema, più di ogni altro saremmo stati osservati e giudicati e cosi, ahinoi, è avvenuto! Manca poco, davvero poco – ha proseguito Sculco - per raggiungere un livello di disapprovazione generalizzato da parte dell’opinione pubblica calabrese. Tutto questo deve indurci a promuovere rapidamente un grande sforzo e a mettere in campo un sincero e forte impegno per evitare che il rapporto di fiducia con i calabresi sia definitivamente e irrimediabilmente compromesso. Per queste ragioni, il Consiglio regionale è chiamato ad esercitare, a partire da oggi e sempre di più, le proprie prerogative di controllo e di vigilanza su temi che, come quello della sanità, toccano da vicino la vita e i bisogni della Calabria. Non può che essere così. E se qualche volta si è data l’impressione di qualche timidezza del Consiglio, nell’agire in autonomia e con prontezza, dobbiamo fare in modo che non accada più. Se le fibrillazioni che attraversano tutta la Calabria, le proteste, gli scontenti, persino la rabbia e l’insoddisfazione di operatori della sanità e dei cittadini giungono oggi in quest’Aula - ha aggiunto - significa che quest’Aula ha una sua precisa funzione democratica a cui si deve assolvere, per evitare che le polemiche degenerino in conflitti e che dai conflitti scaturisca la paralisi del sistema. E’ per questo necessario che il dibattito, a tratti acceso ed estremamente confuso, sulla sanità, trovi modo di armonizzarsi attraverso Proposte precise e, in questo caso, con Proposte che dicano con chiarezza qual è il sistema di sanità che vogliamo per la Calabria e per i calabresi. Un sistema sanitario che ha come compito principale quello di offrire servizi e risposte di qualità e di efficienza alla domanda di salute dei cittadini. Tutto ciò che si allontana da questo obiettivo non è accettabile. Per troppo lungo tempo la sanità è stata utilizzata, impropriamente utilizzata e gestita, per fini ed obiettivi utili a soddisfare gli interessi di pochi e di alcuni. È la storia inconfutabile di questi anni. Una storia che – ha detto Flora Sculco - ci ha consegnato una sanità stremata, affogata di debiti, gravida di inefficienze e tanti, troppi vizi, per non dire altro, molte degenerazioni, e poche, davvero troppe poche virtù. Troppi vizi e poche virtù. Purtroppo tutti i calabresi ancora oggi pensano che ci sia molto da fare, tanto da fare, per riorganizzare una sanità che, come ci dicono e ci segnalano tutti i dati, le cifre e le statistiche ancora non funziona o quantomeno non funziona come tutti desiderano e vogliono e come è dovuto e necessario. Questi passaggi non sembrino retorici, perché se non ci intendiamo sulle cause e le responsabilità politiche ed amministrative che hanno provocato il default della sanità, causando il commissariamento per il rientro dal deficit, difficilmente riusciremo a venirne a capo. E venirne a capo, soprattutto oggi, è per noi, non una scelta, ma un obbligo politico ineludibile. La crisi della sanità, aldilà degli errori macroscopici compiuti dalle strutture Commissariali – ha evidenziato ancora il capogruppo di Cir - coincide con la crisi del regionalismo e quindi con la crisi della stessa politica. Parliamoci chiaro: in questa difficile partita del superamento della crisi del sistema sanitario regionale, è in gioco la stessa credibilità della politica. La sanità non può essere considerata più terreno di scontro politico: non lo consente l’etica, non lo consentono i calabresi. Non vogliamo e non dobbiamo consentirlo noi tutti! Se questa è la situazione, è evidente che bisogna tornare alla normalità e ridare a Cesare quel che è di Cesare, ridare alla istituzione regionale quello che gli spetta: la funzione e la responsabilità di guida e di governo del settore. Questo va chiesto e va fatto! E non per tornare indietro e lontano, magari a ricreare altri vizi e a riproporre vecchie impostazioni, ma per superare una condizione che per primo a noi e a tutti i calabresi appare insopportabile. Questo non significa in alcun modo, né deve significare che il passaggio da una fase Commissariale che, ormai, non ha più senso, rappresenti un ritorno al passato e magari a camuffate verticalizzazioni e a gestioni verticistiche che realizzerebbero un nuovo dominio, una nuova supremazia, una nuova concentrazione di potere, che non farebbe funzionare le cose e non ci appare la medicina giusta per porre rimedio ad una situazione di cui noi tutti, tutti, senza eccezione, ci lamentiamo. Quello che serve, su questo tema e su questo argomento – ha rilanciato Sculco - è mettere ordine e mettere in filiera compiti, funzioni e responsabilità, in modo chiaro ed inequivocabile e a ciascuno il suo, di compiti e di responsabilità, per esercitare una funzione di governo chiara e lucida, mirata e protesa a riorganizzare e qualificare i servizi sanitari nella nostra regione, riducendo sprechi e aumentando il livello di soddisfazione dei cittadini. Al Consiglio regionale spettano e vanno riconosciuti compiti che non sono secondari ma primari e fondamentali: compiere scelte di fondo e fornire indirizzi chiari e lungimiranti. Alla Giunta regionale spetta il compito di dare concretezza alle scelte e ai programmi e Consiglio e Giunta, insieme e non separatamente, hanno il dovere e la responsabilità di esercitare l’alta funzione di Governo soprattutto in un settore e su di un tema così delicato ed importante nella vita di tutti i calabresi. Se la direzione di marcia e la bussola che ci guiderà, a seguito di questo Consiglio, sarà questa, allora potremo dire – ha concluso Flora Sculco - di aver compiuto il nostro dovere e di aver svolto appieno le nostre responsabilità”.